01Il Val Dèmone (indicato anche come Valdemone, Val di Demona o Val Demona), era una delle aree amministrative in cui era suddivisa la Sicilia, a partire dalla dominazione araba.

Il Val Dèmone si estendeva per tutta la provincia di Messina, e, successivamente, per tutta le odierne provincie di Catania ed Enna.
Riguardo all'etimologia del nome, non v’è certezza. La prima apparizione del termine è nella forma Dimnsaci (902 d.C.), che il nome di un borgo che cadde, insieme a Taormina e altri, nelle mani degli Arabi. Alla fine dell'XI secolo fa la sua apparizione la definizione di valle Deminæ.

Secondo lo studioso e orientalista Michele Amari, le origini del nome sarebbero da ricercare nella lingua greca; in particolare, egli suppose che potesse derivare dal nome con il quale erano indicati gli abitanti di quel territorio, dagli Arabi (‘perduranti’ o ‘permanenti’); il verbo da cui deriva l’appellativo è ‘tondemenon’, termine che diede nome al vallo e al contempo ad un fortilizio, divenuto centro urbano in seguito.
Altre ipotesi riferiscono l'etimologia ai monti Nebrodi, per cui il territorio sarebbe stato detto ‘Vallis Nemorum’, ovvero ‘terra dei boschi’. Altri ancora credono che il termine ‘Demona’, abbia le sue basi su una leggenda che indicherebbe l'Etna come abitato da demoni (da qui ‘Vallis Dæmonorum’).
C’è infine una quarta ipotesi, che collegherebbe la toponomastica del Vallo ai Lacedemoni, gli abitanti di Sparta; questa tesi tuttavia, non è stata ancora avvalorata da testimonianze e documentazioni scritte.

Il Val Demone fu la prima entità amministrativa riconosciuta come Vallo. Di esso si hanno testimonianze presso un diploma del Malaterra risalente alla fine dell'XI secolo. In tale manoscritto si fa riferimento al valle Deminæ quale l'area in cui si erano rifugiati i Cristiani durante l'occupazione araba, e ivi trovati durante il secondo sbarco di Ruggiero in Sicilia (1060). Tale definizione farebbe però più probabilmente riferimento ad un territorio circoscritto, che andava non oltre le mura urbane. La prima vera descrizione del Vallo, si ebbe nel 1154 con la dicitura ‘iqrim di Dimasc’, nel Libro di Ruggero di Idrisi, storico e geografo Arabo; in questo periodo, la sua estensione era costituita dai territori bizantini della cuspide nord-orientale, corrispondente all'area dell'attuale Provincia di Messina, e ai territori più isolati lungo le fiancate dell'Etna, oltre alle città di Caronia e Catania.

Originariamente, il Vallo deve aver avuto sede nella scomparsa città di Demona o Demenna, la cui esistenza è in realtà solo ipotetica. Una città che, se esistita, si suppone sia stata abbandonata già nel 1154, o perlomeno rinominata. Sulla localizzazione di Demona sono state addotte diverse teorie, una di queste pensa fosse l’attuale borgo di San Marco d'Alunzio, oppure Monforte San Giorgio. Alcuni credono invece che la città in questione fosse Messina, considerati i privilegi di cui godeva già al tempo dei Normanni; la figura dello stratigoto, presente già a Messina, e simile a quella del giustiziere, farebbe però credere il contrario.

Nel 1217, venne istituito il giustizierato di Milazzo, il quale sottrasse al Vallo la regione settentrionale (e probabilmente anche le Isole Eolie). Sotto la riforma federiciana, oltre che le sue dimensioni, vengono anche ridimensionate le sue funzioni amministrative. Dopo il 1282, il Vallo di Demone viene accorpato al neonato vallo di Castrogiovanni (provincia di Enna) e Milazzo. Quest'ultimo verrà sottratto al sistema dei valli nel 1302, quando entrerà a far parte del giustizierato di Messina; per circa un secolo, il Vallo assunse così il titolo di Vallo di Demona e di Castrogiovanni.

Nel corso del XIV secolo, il vallo si estendeva per una superficie di 5.000 km², fino all’Imera settentrionale, includendo i comuni di Cefalù e a Sud, il territorio di Troina e Nicosia. Sulla posizione di Catania all'interno del Vallo, vi sono teorie discordanti. La città appare nelle planimetrie cinquecentesche d’intendenza del Val Demone e solo di rado, in un’edizione del XIX secolo, in quelle pertinenti al Val di Noto. La città sarebbe stata, secondo lo storico seicentesco Vito Maria Amico, collocata a cavallo tra il Val di Noto e il Val Demone, e di volta in volta attribuita ora al primo e infine al secondo.

Il Vallo riacquisterà la sua singolarità e il titolo originario nel 1403, con la riforma di Martino I, che scinderà il Val Demone e il Val di Castrogiovanni (che verrà accorpato al Vallo di Girgenti), e con la riforma amministrativa di Marcantonio Colonna che lo vide suddiviso in comarche. La sua forma rimarrà quasi invariata fino alla riforma della Costituzione siciliana, che era volta a suddividere il territorio dell’Isola in sette valli e provincie minori (1812).

L’area dell’ex Val Demone, è caratterizzata da rilievi montuosi, talora dolci talora più aspri, principalmente rappresentati dai Monti Nebrodi; abbondante è dunque la presenza di numerose sorgive e di aree boschive. La maggiore altura è costituita dall'Etna, che rientrava quasi per intero nelle competenze amministrative del Vallo. I principali laghi si trovano nella zona a Nord.

Autore | Enrica Bartalotta