La storia del vino in Sicilia affonda le radici in un passato lontano. La vite, così come il grano, ha un’origine antica e la viticoltura va intesa come un patrimonio alimentare e culturale, indissolubilmente legato alla vita della Sicilia.

Storia antica

Alcuni ritrovamenti relativi al retaggio culturale della Sicilia orientale nella media età del bronzo, fanno pensare a un consumo di vino in Sicilia legato ai rapporti con la cultura egeo-micenea. In particolare, le origini della parola vino potrebbero ricondursi al termine miceneo wo-no (greco “oinos”, latino “vinum”). Produzione, scambi e consumo dei prodotti vinicoli hanno trovato grande fortuna presso i Fenici A testimonianza di ciò, vi sono i tanti ritrovamenti di anfore a Mozia e Lilibeo (oggi Marsala).

Con i Greci in Sicilia (VIII – III secolo a.C.), la viticoltura ha raggiunto un grande sviluppo, anche perché strettamente connessa a rituali, pratiche sociali e simposi, nonché alle feste dionisiache. Lo stesso culto di Dionico sarebbe nato qui: secondo quanto riporta Diodoro Siculo, Dioniso sarebbe stato concepito in una grotta, da Zeus e Persefone. Questo mette in connessione la figura di Dioniso con i culti delle grandi divinità femminili della Sicilia antica, come Demetra e Kore.

Con i Romani (III sec. A.C. – VI sec. D.C.) la viticultura e il vino in Sicilia ricevettero grande considerazione. A tal proposito, basta citare vini come il mamertinum o il tauromenitanum. All’epoca, i centri vinicoli più importanti furono Nasso, Contessa Etellina, Lipari e la piana etnea. Con la caduta dell’impero romano e il susseguirsi di popoli e dominazioni, la viticoltura siciliana conobbe fasi alterne. Attraversò, infatti, una fase di  stasi con la dominazione araba (827-1061). Nonostante i divieti coranici, numerosi poeti arabi cantarono comunque le lodi e le gioie del vino siciliano.

Con Normanni e Svevi (XI – XIII sec.) si registrano attestazioni di atti notarili relativi alla compravendita di vigneti nei territori di Erice e Palermo. Con gli Aragonesi nella prima metà del XIV secolo si vedono le prime maestranze dei bottai di Catania.

Agli inizi del Cinquecento, lo spopolamento delle campagne non impedì la fondazione di nuovi paesi voluta dai baroni che rilanciarono così lo sfruttamento intensivo di vitigni rinomati come le produzioni vinarie di Carini, Bagheria, e Lipari. Così si crearono le basi per la prima storia dei vini siciliani.

Alla fine del Settecento si assiste a una rinascita della viticoltura siciliana, grazie al Marsala e, in seguito, a Vincenzo Florio. Il periodo che seguì l’Unità d’Italia segna una fase di declino, almeno fino agli inizi del Novecento, quando un massiccio intervento del Governo, protrattosi anche dopo la seconda guerra mondiale, introdusse nuovi vitigni e ricostruì gran parte del paesaggio vitivinicolo siciliano.

La storia del vino in Sicilia arriva così ai giorni nostri. Il presente è fatto di tante realtà che si sono fatte e continuano a farsi strada grazie a produzioni di eccellenza. Il mondo del vino siciliano è in continua evoluzione tra passato e presente, con uno sguardo costantemente rivolto al futuro.