L'elenco delle vittime della strage ferroviaria in Puglia scuote l'Italia. I medici hanno avuto bisogno di tempo per ricomporre le salme. Otto famiglie, però, hanno già scoperto la verità: da un anello, un documento, una foto, trovati addosso ai cadaveri, tenuti nelle celle frigorifere. Il poliziotto 59enne Fulvio Schinzari, ad esempio, aveva appena concluso le ferie. 

Enrico Castellano, 72 anni, era nato a Ostuni ma aveva lasciato la Puglia da parecchio. Lunedì era atterrato a Bari con un volo diretto, perché oggi è il compleanno del nipotino di due anni da festeggiare. Giuseppe Acquaviva, 51 anni, se possibile è andato incontro a un destino ancora più maledetto. Lui non era nemmeno a bordo di quei treni: passeggiava lungo la ferrovia, tra gli olivi, perché di professione fa l'agricoltore. È stato investito dalle lamiere esplose nella collisione. 

La storia del 15enne Antonio Summo sa proprio di beffa. Jolanda Inchingolo, da par suo, di anni ne aveva 10 in più, 25, e il prossimo settembre si sarebbe sposata con Marco, il ragazzo che urla disperato e si contorce davanti all'ingresso dell'obitorio: "Doveva essere la madre dei miei figli". Jolanda stava andando a Bari proprio per incontrare lui. Donata, 60enne di Terlizzi, aveva suo nipote Samuele di 6 anni tra le braccia, quando c'è stato lo scontro. Il piccolo è ricoverato in prognosi riservata, ma non è in pericolo di vita.

Uno dei due macchinisti si chiamava Pasquale Abbasciano, era di Andria. A fine anno lo aspettava la pensione dopo tanti anni di servizio. Quella di ieri per lui doveva essere una giornata felice: lo aspettavano ad Andria al municipio, perché sua figlia si sarebbe sposata. Gabriele, 25enne di Andria: stava rientrando da Bari dove era andato per fare il controllo a un dito, sottoposto a plastica ricostruttiva. Un intervento che non lo aveva soddisfatto del tutto. "Mamma, non mi piace come è venuto. Forse dobbiamo fare un'altra operazione", aveva appena detto alla madre al telefono.