Non è ancora stata fatta luce sul suicidio di Licia Gioia, maresciallo dei carabinieri di 32 anni morta nella sua abitazione alle porte di Siracusa. La donna si sarebbe tolta la vita per gelosia, al culmine di una lite con il marito, un poliziotto di 45 anni. La Procura, nonostante rimanga il suicidio l'ipotesi privilegiata, ha iscritto proprio il 45enne nel registro degli indagati, come atto dovuto, per fare in modo che partecipi agli accertamenti tecnici. L'accusa è di istigazione al suicidio. 

L'autopsia e i rilievi serviranno a comprendere cosa sia accaduto nella notte tra lunedì 27 e martedì 28 febbraio, nella camera da letto dell'abitazione in cui viveva la coppia. Da subito si è pensato al suicidio. Secondo la ricostruzione del marito della donna, al culmine di una lite nata per gelosia lei avrebbe impugnato l'arma d'ordinanza per spararsi alla testa. Il primo colpo l'avrebbe raggiunta alla tempia e lui, e nel tentativo di strapparle l'arma sarebbe partito un altro colpo, che avrebbe raggiunto la donna alla coscia e lo stesso marito, sempre alla coscia.

Permangono dubbi sulla dinamica e rimane da chiarire come sia partito un secondo colpo dopo che la donna si era sparata alla tempia. I funerali della 32enne hanno avuto luogo ieri: il marito non ha partecipato poiché è ricoverato in ospedale, dove è stato sottoposto a un intervento chirurgico.