Sua suocera lo fa uccidere per intascare i soldi dell'assicurazione. Davvero controverso quanto avvenuto a Bari, con protagonisti una donna, il suo fratellastro e un pregiudicato. Il 5 ottobre 2017 il 24enne Girolamo Perrone, sposo da soli due giorni, viene investito e ucciso. Ma i presunti responsabili non solo non hanno incassato nulla, ma sono finiti in prigione. Devono rispondere di omicidio volontario la suocera della vittima, Anna Masciopinto, e suo fratellastro Vito D’Addabbo. In manette anche il pregiudicato Michele Caringella, con precedenti proprio per frodi alle assicurazioni.

Il "Corriere della Sera" scrive della ricostruzione fatta dalla procura di Bari. L'accordo, a quanto pare, prevedeva di dividere il risarcimento che la compagnia assicurativa avrebbe pagato alla vedova, la cui posizione è ancora al vaglio dei pm. "Sono certa che sia stato tutto programmato, anche il suo matrimonio. Noi della famiglia non sapevano che si sarebbe sposato, è avvenuto tutto molto in fretta", accusa Angela Perrone, sorella del 24enne ucciso, convinta che tanto ancora dovrà essere chiarito. Sul "Corriere" si legge:

Fra le stranezze emerse nel corso delle indagini c’è la polizza che Vito D’Addabbo stipula (una Rca) per la Fiat Punto, auto con la quale un paio di giorni dopo avrebbe investito il ragazzo. Un particolare che porta a pensare che l’omicidio sia stato premeditato. «Hanno lasciato mio fratello agonizzante e in coma su quella strada», dice la sorella, «e ancora non capisco cosa ci facesse lì quella sera. Forse è stato portato con l’inganno».

Le zone d’ombra sono ancora tante. Quando la sera del 5 ottobre i carabinieri arrivarono sul luogo dell’incidente. Vito D’Addabbo era «in evidente stato di concitazione» e riferì di aver investito un pedone che era sbucato all’improvviso dai campi. Oltre il recinto di un vigneto i militari trovarono Perrone ormai in coma. Fu ricoverato ma morì cinque giorni. «Quando abbiamo saputo che alla guida dell’auto c’era D’Addabbo abbiamo pensato che c’era qualcosa di strano», racconta ancora la sorella. «Abbiamo chiesto spiegazioni alla suocera ma lei diceva di non sapere nulla. Anzi ha raccontato che quella sera hanno aspettato mio fratello fino a mezzanotte preoccupati perché non era rincasato. Ma a loro non importava nulla di lui. Al suo funerale non ho visto versare una lacrima da nessuno della sua nuova famiglia e questo mi è bastato per capire che i miei sospetti erano fondati. Ora voglio che siano puniti il più duramente possibile. Mio fratello aveva una bimba di 4 anni nata da una precedente relazione che ora è rimasta senza papà. No, nessun perdono per loro». Sullo sfondo lo stato di «assoluto degrado» dei protagonisti della storia.