È appena entrato in vigore il cosiddetto "Decreto Appropriatezza", la normativa che prevede il taglio del ticket per 203 prestazioni sanitarie. Per diversi tipi di prestazioni ambulatoriali, in pratica, si potrà usufruire del ticket soltanto dietro apposita prescrizione medica. In caso contrario, il cittadino è obbligato a pagare di tasca l’intero costo.

Ottenere la prescrizione, peraltro, non è semplice, poiché sono previste delle sanzioni piuttosto pesanti per i medici che dovessero prescrivere prestazioni non strettamente necessarie. Manco a dirlo, è subito scoppiato un vespaio di polemiche: in buona sostanza, in molti credono che in questo modo si mette a repentaglio la salute, negando l'accesso a esami e terapie fondamentali.

Il Governo, invece, sostiene di non aver leso il diritto alla salute: le prestazioni "dello scandalo", secondo il punto di vista dell'esecutivo, possono essere coperte dal ticket qualora siano rispettate le condizioni di erogabilità previste dal Decreto. Le aree a cui appartengono le 203 prestazioni fuori ticket sono le seguenti:

– odontoiatria;

– genetica;

– radiologia diagnostica;

– esami di laboratorio;

– dermatologia allergologica;

– medicina nucleare.

La Sicilia, ovviamente, non si sottrae all'aspro dibattito. Il vicepresidente della commissione Sanità all’Ars, Gino Ioppolo, ha presentato un’interrogazione urgente per

"chiedere al governo Crocetta quali iniziative intenda assumere per evitare che il recente decreto sulle nuove condizioni di erogabilità delle prestazioni di assistenza ambulatoriale non determini in Sicilia un'ulteriore lesione del diritto alla salute dei cittadini. 

Come purtroppo accade spesso, vengono colpiti i più deboli, che hanno bisogno di assistenza in campo odontoiatrico, dermatologico e nel campo della diagnostica radiologica e di laboratorio oltre che di medicina nucleare. Senza contare la limitazione alla libertà professionale dei medici che il Ministro vuole ridurre a meri passacarte e non a curatori delle varie patologie.

Non ci si vuole rendere conto che risparmiare sulla medicina preventiva e sulla diagnostica a lungo andare costerà di più alle casse pubbliche perché maggiori e più gravi saranno le patologie. Il governo Crocetta dia un segno di residua vitalità".