(foto: fruzione solare ripresa nel 2002 dall'osservatorio Soho, di Esa e Nasa)

Si è parlato molto negli ultimi giorni della tempesta solare in arrivo e dei suoi effetti sul nostro Pianeta: di fatto, come riportato da molti quotidiani, non si può stabilire con certezza quando si verificherà il fenomeno, che è causa di forti preoccupazioni a tutte le latitudini. La tempesta solare, tuttavia, non colpirà la Terra ovunque con la stessa intensità: come spiegato da Mauro Messerotti dell'osservatorio astronomico di Trieste dell'Istituto Nazionale di Atrofisica, i rischi sono maggiori nelle zone più vicine ai poli, mentre si riducono alle latitudini medie. "Per questo motivo – ha spiegato all'Ansa – l'Europa Occidentale e quella meridionale, compresa l'Italia, non sono di norma interessate in modo significativo".

Proprio nelle zone più vicine ai poli, infatti, la configurazione del campo magnetico lascia penetrare più facilmente gli sciami di particelle provenienti dal Sole. L'interazione tra queste particelle ed il campo magnetico prova le spettacolari aurore polari e quando gli sciami di particelle sono particolarmente intensi possono avvenire tempeste magnetiche di diversa entità. Nel caso della tempesta solare del 1989, ricorda Messerotti, aurore boreali si sono viste anche nell'Italia meridionale, ma non si è verificato nessun blackout elettrico.

Quali saranno le conseguenze della tempesta solare?

La domanda che molti si pongono, però, è relativa proprio alle conseguenze della tempesta solare: nel caso di Europa occidentale e meridionale, si potrebbe andare incontro al malfunzionamento dei sistemi di navigazione e localizzazione Gps, poiché i segnali radio dai satelliti Gps sono disturbati dalla ionosfera perturbata e da forti emissioni radio del Sole.