Svolta nelle indagini sul duplice omicidio a Pordenone della siciliana Teresa Costanza e di Trifone Ragone. Rosaria Patrone avrebbe inviato una lunga serie di "sms deliranti" a Giosuè Ruotolo, per fingere una "pazzia" a coprire le molestie via Facebook nei confronti dei fidanzati uccisi.

Gli sms terminano di colpo il giorno prima del terribile delitto. A riferirlo è stato il Gip di Pordenone, Alberto Rossi, nell'ordinanza in cui ha disposto le misure cautelari nei confronti della coppia. La vicenda è ancora ricca di punti oscuri. Una "inquietante attività di simulazione – scrive il giudice – con palesi rappresentazioni artefatte e di contenuto delirante attuata dalla Patrone, a riprova della elevata criticità comportamentale caratterizzante la relazione tra i due soggetti".

La Patrone avrebbe inviato messaggi senza senso, deliranti, una messinscena che dopo la morte di Teresa Costanza e Trifone Ragone poteva terminare non essendoci più pericolo di denuncia da parte di Ragone, e quindi il rischio che un'eventuale indagine ponesse fine alla carriera di Ruotolo nella Finanza.

Rosaria Patrone, come riporta "Pordenone Oggi", "fingendo di essere la propria madre, la sorella o il proprio avvocato, avverte Giosuè di aver subito emorragie cerebrali, ematomi al cervello, ricoveri in coma, arresti cardiaci, morbo di Parkinson, ricoveri in rianimazione, emorragie interne, perfino la morte e il ricovero in obitorio".