È arrivata la resa dei conti per Hannah Turtle, accusata di aver ucciso James, il figlioletto di sette settimane. La donna è comparsa in tribunale per rispondere di sei accuse (tre di maltrattamenti, due di somministrazione di veleno e una di omicidio) e ha affermato di aver sentito le voci che le dicevano di essere una cattiva madre. Secondo l'accusa, ha tentato di soffocare James tre volte in dieci giorni e ha fatto scivolare un antidepressivo nella sua bottiglia di latte, ma lei ha negato.

I giurati della Mold Crown Court hanno appreso che il 31 maggio del 2016 la donna aveva deliberatamente tappato il naso di James, impedendogli di respirare. Il piccolo fu ricoverato in ospedale, ma dopo essere stato dimesso, venne nuovamente soffocato. Il piccolo era stato rianimato ma, lungo la strada per l'ospedale, aveva sofferto un nuovo attacco, ma i medici non furono in grado di comprenderne le cause.

James è tornato a casa, ma secondo il procuratore la mamma ha nuovamente cercato di soffocarlo, facendogli perdere i sensi. Il piccolo ha agitato le braccia per circa cinque minuti, ma ha poi smesso di respirare. La donna lo ha lasciato lì, è andata in bagno e poi finse davanti alla suocera di averlo trovato in quello stato. Il bimbo ha subito danni cerebrali dovuti alla carenza di ossigeno ed è deceduto in ospedale ad appena 58 giorni. Hannah Turtle ha originariamente negato di averlo ucciso, ma ha poi rivelato a un assistente sociale di essere stata lei. Ha detto che aveva bisogno di aiuto che aveva sentito alcune voci che le dicevano che non lo meritava.