122493756L’ulcera peptica è un’erosione del rivestimento interno di stomaco e duodeno, causata da un’aumentata produzione di succhi gastrici e da una diminuzione dei fattori protettivi che rivestono le pareti di questi organi. Il succo gastrico, formato da acido cloridrico e pepsina, ha la capacità potenziale di ”digerire” la mucosa con la quale è a contatto, nello stesso modo in cui digerisce il cibo. Si forma un’ulcera quando i fattori protettivi della mucosa, quali la produzione di un muco viscido di rivestimento e i processi naturali di riparazione tessutale non riescono più a controbilanciare l’aggressione del succo gastrico. Le ulcere peptiche sono così chiamate proprio perché determinate dall’azione della pepsina sulla mucosa.

ULCERA PEPTICA 3CAUSE: Il principale responsabile dell’ulcera è l’Helicobacter pylori, un batterio che,, una volta penetrato nell’organismo, va ad annidarsi nella mucosa delle parete dello stomaco, provocando un’ erosione della stessa, o meglio, del muco protettivo , per cui gli acidi, i succhi gastrici e gli enzimi dello stomaco, andranno ad intaccare la parete dello stomaco, non più adeguatamente protetta dal muco. Altre cause possono anche essere il fumo, l’alcol, l’azione erosiva di alcuni farmaci quali i FANS, lo stress e i cortisonici, tutti molto aggressivi nei confronti dello stomaco. Vi è poi un eterogeneo elenco di cause associate ad altre malattie (bronchite cronica, artrite reumatoide, cirrosi epatica, iperparatiroidismo, insufficienza renale cronica) ed altre dovute a cause molto meno frequenti (patologie tumorali che incrementano la secrezione gastrica, radiazioni, chemioterapia ecc).

ULCERA PEPTICA COPSINTOMI: Il sintomo più comune dell’ulcera peptica è il bruciore di stomaco. Il dolore è provocato dall’ulcera e si aggrava a causa degli acidi gastrici che vengono a contatto con la zona ulcerata. Il dolore di solito:può essere avvertito in una zona che si estende dall’ombelico allo sterno; ha durata variabile da alcuni minuti a diverse ore; peggiora a stomaco vuoto; si scatena durante la notte; può essere temporaneamente alleviato assumendo determinati alimenti che tamponano l’acidità di stomaco oppure particolari farmaci in grado di ridurre l’acidità; appare e scompare nell’arco di alcuni giorni o settimane. Tra i sintomi più gravi provocati dalle ulcere:vomito con tracce di sangue, di colore rosso o nerastro; tracce di sangue di colore scuro nelle feci oppure feci nere o catramose; nausea o vomito; perdita di peso inspiegabile; cambiamenti nell’appetito.

ULCERA PEPTICA 1DIAGNOSI: Per diagnosticare un’ulcera, il medico esegue una delle seguenti prove:esofagogastroduodenoscopia (EGD), con la quale un sottile tubo con una telecamera alla punta è inserito attraverso la bocca nel tratto gastrointestinale per vedere lo stomaco e l’intestino. Il medico può richiedere una biopsia della parete dello stomaco per il test sul H. pylori; raggi-X al tratto gastrointestinale; esame del sangue per controllare l’anemia; esame delle feci.

TERAPIA: Il trattamento prevede una combinazione di farmaci per uccidere il batterio H. pylori (se presente), per ridurre i livelli di acido e proteggere il tratto gastrointestinale. Questa strategia consente di guarire l’ulcera, riducendo la possibilità di un suo ritorno. I farmaci possono includere uno o più dei seguenti elementi: acido-bloccanti (come cimetidina, ranitidina, famotidina); antibiotici per uccidere H. pylori; bismuto per proteggere il rivestimento e uccidere i batteri; medicine in grado di proteggere il rivestimento dei tessuti (come sucralfato);inibitori della pompa protonica (es.omeprazolo (Prilosec), lansoprazolo (Prevacid) o esomeprazole (Nexium)). Se un ulcera peptica sanguina molto, una EGD può essere necessaria per arrestare l’emorragia. La terapia chirurgica, in passato molto impiegata, trova ora solo indicazione per il trattamento di complicanze (perforazione, stenosi pilorica, emorragia non controllabile con terapia medica o endoscopica).

ULCERA PEPTICA 2ALIMENTAZIONE: Un occhio all’alimentazione: è importante evitare di mangiar troppo, facendo piuttosto piccoli ma frequenti pasti, più facilmente digeribili, riposandosi e rilassandosi pochi minuti prima e dopo ogni pasto, masticando bene e lentamente gli alimenti, evitando di mangiare entro 3 ore prima di andare a formire. Vanno eliminati i cibi fritti e piccanti. Via libera a pane privo di mollica, crackers, grissini e fette biscottate, pasta asciutta condita con olio crudo o burro di soya o con pomodoro fresco, riso, gnocchi di patate, carni magre, pesce fresco magro coto a vapore, alla griglia o al forno, formaggi freschi non fermentati (es. robiola, stracchino, crescenza, mozzarelle), uova alla coque, in camicia, sode, passati di verdura, carote cotte, fagiolini, lattughe, caffè d’orzo, acqua non gassata, tisane, succhi di frutta non acidi diluiti con acqua, biscotti secchi e zucchero di canna. Vanno evitati i cibi troppo caldi o troppo freddi, limitando, in questo modo, il rischio di danneggiamento della mucosa gastrica.

Caterina Lenti

Meteoweb