01Era giugno quando lo sceicco Ali Bin Thamer Thani del Qatar disse che avrebbe investito in Italia e in Sicilia. Ora ci prova anche Hamed Bin Al Hamed degli Emirati Arabi Uniti, acquisendo alcuni dei più importanti patrimoni commerciali e turistici di Sicilia.

Ali Bin Thamer Thani quest’estate era giunto in Italia. E dopo aver acquistato una catena di alberghi di lusso e l’ospedale di Olbia, aveva stretto un accordo con il governatore della Sicilia, Rosario Crocetta per costruire un centro islamico di accoglienza profughi tramite la sua Qatar Charity.

Il centro sarebbe dovuto sorgere a Lampedusa, ma lo sceicco del Qatar si è fatto prendere la mano e a metà anno ha annunciato la creazione di ben 7 centri: a Mazara del Vallo, Palermo, Modica, Barcellona, Donnalucata, Scicli e Vittoria.

Caso simile per quanto riguarda gli Emirati Arabi Uniti e in particolare Hamed Bin Al Hamed, che proprio sull’Isola sta per concludere l’affare del secolo, ovvero l’acquisto di parte del complesso di Acqua Marcia di Francesco Caltagirone Bellavista.

Diversi anni fa, ad Acqua Marcia appartenevano alcuni alberghi più famosi della Sicilia; Francesco Caltagirone Bellavista li acquistò dalla Grandi Alberghi Siciliani per la sbalorditiva cifra di 100 miliardi di lire con i soldi del Banco di Sicilia, ovvero coloro che possedevano il complesso precedentemente.

Ora Acqua Marcia sta fallendo, così ecco subentrare gli Arabi di Abu Dhabi.
Nel mirino della sua compagnia, la “Item Holding”, oltre all’Excelsior di Palermo e al Des Etrangers di Siracusa, conteso per altro, da un altro compratore, anche l’Excelsior di Catania, il San Domenico di Taormina, le Palme e Villa Igiea di Palermo: una carrellata di edifici dal passato e dalla storia illustri.

Se le trattative portate avanti dall’amministratore delegato, Salvo La Mantia, dovessero andare in porto, l’Excelsior di Catania potrebbe essere il primo su cui lo sceicco poserà le sue mani da Re Mida. L’edificio potrebbe essere infatti restaurato e fatto diventare il secondo Palazzo di Giustizia della città.

Al momento si attende la risposta del Ministero, ma semmai dovesse essere positiva, l’hotel di piazza Verga potrebbe ospitare, al piano terra la cancelleria, mentre ai piani superiori gli uffici; in caso di risposta negativa, lo sceicco ristrutturerà comunque lo stabile per convertirlo in una struttura di lavoro per impiegati.

Niente di meglio per il territorio etneo, visto che ammodernare una struttura significa occupazione e dunque economia che si rimette in moto, e proprio in un periodo in cui l’edilizia è uno dei settori che maggiormente sta risentendo della crisi; negli scorsi mesi l’occupazione è infatti calata di oltre l’8%.

I tre grand hotel sono stati acquistati dallo sceicco per la cifra di 100 milioni di euro; presto, per Francesco Caltagirone Bellavista, a questa cifra si potrebbe affiancare anche quella destinata all’acquisto degli altri stabili, su cui sembra aver messo gli occhi la Hilton. Se così fosse, gli edifici di Palermo e Siracusa potrebbero prendere il marchio Waldorf Astoria, così com’è già successo per la Perla Jonica di Capomulini.

Autore | Enrica Bartalotta