I vaccinati in Sicilia per il morbillo crollano all'81%, meno 6-7% rispetto a qualche anno fa. E ben al di sotto di quell'85% che i medici ritengono come una sorta di "soglia limite" per evitare il rischio di un'epidemia. Nell'isola dunque si rispecchia un trend che è diventato nazionale e che, secondo gli esperti, potrebbe avere delle conseguenze serissime.

È notizia di queste ore quanto stabilito dalla Procura di Trani, secondo cui non vi è correlazione tra l'autismo e la somministrazione del vaccino pediatrico trivalente non obbligatorio contro morbillo, parotite e rosolia (Mpr). Gli accertamenti, che si basano anche su un'indagine epidemiologica compiuta in Puglia, hanno infatti stabilito che i casi di autismo hanno colpito pure bambini non sottoposti a vaccino Mpr. Una conferma per la stragrande maggioranza degli esperti del settore, che da tempo sottolineano come la campagna contro i vaccini sia dannosa e pericolosa.

Nicolò Casuccio, del dipartimento prevenzione dell'Asp di Palermo, spiega al "Giornale di Sicilia": "Anche qui da noi in Sicilia si è avuto un crollo delle vaccinazioni, specie quella per il morbillo. Prima la percentuale si aggirava intorno alle 90%, ora siamo all'81%, una quota bassissima. Potrebbero innescarsi delle pericolose epidemie, e ricordiamo che il morbillo è una malattia con delle complicazioni tali da risultare qualche volta addirittura mortali. Diversamente a quanto succedeva in passato, poi, il morbillo non colpisce i bambini di 2-3 anni, ma anche i giovani di 20-30 anni, e più si va avanti con l'età più il morbillo diventa pericoloso. Voglio anche ricordare, tra l'altro, che il medico inglese che scrisse anni fa della correlazione tra morbillo e autismo, Andrew Wakefield, pubblicato su "Lancet", è stato radiato perché lui stesso ammise che si era inventato tutto, che era una bufala. Questa leggenda, però, è continuata negli anni".

Per quanto riguarda il "consiglio" dei pm a fare degli esami ai bambini prima di una vaccinazione, Casuccio dice: "Sono perplesso. Una buona anamnesi, molto accurata, fatto dal medico, è la migliore prevenzione possibile. Solitamente non sono previsti degli esami prevaccinali, tranne alcuni casi limite. Se gli esami ematochimici diventassero routine, aumenterebbe anche la problematica".