Torna in esposizione a Marsala la Venere lilibetana, che mancava da oltre un anno. L’assessore Samonà: «Opera di straordinaria bellezza, è una statua di grande importanza che merita di essere conosciuta da tutti».

Il ritorno della Venere lilibetana

La statua di Venere, dunque, è di nuovo in esposizione al Museo Lilibeo di Marsala, in provincia di Trapani, dal quale mancava da oltre un anno. Il nuovo allestimento si è reso necessario a causa del precario stato di conservazione del piano d’appoggio dell’opera. È anche un modo per valorizzare di più il “guscio” che l’architetto Minissi aveva progettato per il Museo nel 1986, che accolse per un breve periodo anche l’Auriga di Mozia.

«Il ritorno in mostra della Venere, che accoglie i visitatori nel percorso espositivo all’interno del Museo Lilibeo – commenta l’assessore regionale dei Beni culturali e dell’Identità Siciliana, Alberto Samonà – rappresenta simbolicamente la rinascita della bellezza che accompagna quella “primavera dell’archeologia” che negli ultimi tempi sta facendo rifiorire i parchi archeologici e i musei della Sicilia».

«Dopo oltre un anno di assenza, la scultura della Venere di Lilibeo, opera di notevole valore storico-artistico e tra le più importanti custodite nel Museo, torna a far mostra di sé in tutto il suo fascino – aggiunge l’assessore -. Una statua di particolare importanza che fino ad ora non è stata valorizzata per come si dovrebbe, ma che merita di essere conosciuta e ammirata da tutti , motivo per cui il suo “ritorno” è un momento importante di rilancio dell’offerta culturale del Museo».

La Venere del Museo Lilibeo di Marsala

La Venere lilibetana, in marmo greco di Paros, raffigura Venere nell’iconografia dell’Afrodite pudica. Rinvenuta nel 2005 nell’area archeologica adiacente la chiesa di San Giovanni al Boeo, è una copia romana del II secolo d.C. Si ispira a un originale ellenistico di scuola microasiatica molto apprezzato nell’Impero, specialmente in contesti architettonici che prevedevano la presenza dell’acqua (ninfei).

Anna Maria Parrinello, direttrice del Parco Archeologico Lilibeo-Marsala, precisa: «La rappresentazione della dea seminuda è caratterizzata da un finto pudore e da una sensualità che la rendono simile ad una donna più che ad una divinità, come ha evidenziato Guy De Maupassant ammirando la Landolina di Siracusa che appartiene allo stesso tipo iconografico, una variante della Venere marina (Afrodite Anadiomene)».

Uno dei pezzi più pregiati del museo

E aggiunge: «La statua, per la sua bellezza è uno dei pezzi più pregiati del nostro museo e la sua esposizione è un elemento di grande attrattiva per il museo».

Nel settembre del 2005 la statua è stata esposta a Trapani in occasione dell’America’s Cup, nella Mostra “L’isola del mito”. A gennaio 2008, la Venere è andata in esposizione a Bonn per la Mostra “Sicilia. Impronte del mito da Ulisse a Garibaldi” al Kunst und Ausstellungshalle der BDR.

In quell’0occasione, con ampia risonanza mediatica, è stata rimessa in piedi con piedistalli di acciaio realizzati dalle maestranze di quel museo. Ritornata a Marsala, la statua è rimasta esposta nel Museo Lilibeo fino all’inverno dello scorso anno, quando è stata rimossa a causa di problemi al piano pavimentale della teca. Risolti i problemi strutturali, è tornata nella sede naturale. Foto: Civa61Licenza.

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