01Un gettito di circa 200 milioni di euro entro le casse dello Stato, è quello che spera di ricevere il Governo con il riordino delle accise. Ma dal 1° gennaio novità anche sugli immobili.

Nuove aliquote per le bionde ‘di fascia bassa’ dunque e una nuova riforma del Catasto: sono le novità che accoglieranno i cittadini italiani dal 1° gennaio prossimo; i due decreti preliminari sono già passati al vaglio delle Commissioni Parlamentari e sono ora al Senato, ci vorrà dunque ancora un po’ di tempo, ma non troppo tempo, per vederne i primi cambiamenti sul territorio.

Stesso discorso anche sul tabacco trinciato e sui fruitori di sigarette elettroniche, sul cui gozzo il Fisco graverà soltanto però in misura di molto minore (si parla della metà) rispetto alle sigarette tradizionali. L’aumento dell’accisa sul tabacco, ovvero dell’imposta sui prodotti al consumo, resta infatti ancora uno dei modi più facili e veloci, per lo Stato, di ottenere liquidità e al tempo stesso preservare la salute pubblica, insomma è un due piccioni con una fava.

Gli aumenti previsti arrivano fino ad una cifra di 20 centesimi di euro in più, e andranno a pesare soprattutto sulle sigarette più economiche; al momento però, non si sa ancora se i rivenditori si rivarranno sui consumatori per recuperare i costi.
Un altro modo per curare l’emorragia di denaro pubblico, arriva invece dalle nuove metologie di calcolo delle rendite catastali, gli immobili non verranno più infatti considerati secondo l’antiquato sistema dei vani ma prendendo in considerazione i metri quadri.

Un progetto che richiederà molto più tempo di un semplice aumento nel costo delle sigarette; una riforma che se tutto va bene l’Italia riuscirà a portare a termine entro due-tre anni, per i più ottimisti, oppure entro 5 anni per i più cauti. Una riforma che ha ottenuto anche il plauso della Comunità Europea, a patto che il carico fiscale rimanga invariato sulla popolazione.

Una rivoluzione delle metodologie di calcolo insomma, che prevederà la definizione di un nuovo valore patrimoniale degli immobili, a partire dai valori di mercato definiti dai dati provenienti dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell'Agenzia delle Entrate, nonché dalla posizione e dalle caratteristiche degli edifici presi in considerazione.
Allo stesso modo, conseguentemente, cambieranno le rendite immobiliari, e cambierà anche la distribuzione in zone catastali; se tutto va bene, si dovrebbe infatti arrivare al superamento delle ‘micro-aree’, con la definizione di sole tre categorie per il residenziale.

Il primo passo per l’applicazione della riforma, prevederà il censimento per circa 62 milioni di immobili italiani, che includerà anche l’uso dei raggi X per portare ‘alla luce’ le cosiddette ‘case fantasma’, con un ottimo (si spera) ritorno in termini di lotta alla criminalità e di evasione delle tasse.

 Autore | Enrica Bartalotta