Gaetano Basile racconta un’interessante aneddoto sul comandante Vincenzo Di Bartolo, ricordato come il “Cristoforo Colombo palermitano”. “Il mare porta soldi e riesce a fare miracoli”, spiega lo storico, protagonista di una serie di incontri dedicati alla città di Palermo nell’ambito del Festival RestART.

Vincenzo Di Bartolo, Ingham e i Florio

In occasione dell’appuntamento dedicato a “Palermo e il suo mare“, Gaetano Basile ha avuto modo di approfondire un interessante aspetto della storia della città di Palermo e delle vicende della famiglia Florio.

“Avete mai pensato come sia nata la ricchezza dei Florio? Come fa una famiglia che scappa da Reggio Calabria, avendo perduto tutto nel terremoto?”, ha chiesto Basile al pubblico che ha ascoltato dal vivo il suo racconto nell’incontro del Festival RestART presso l’Archivio Storico di Palermo.

I Florio, ha rivelato Basile, misero gli occhi sul capitano Vincenzo Di Bartolo di Ustica, che partì con un brigantino che si chiamava Elisa. L’Elisa era di proprietà dell’industriale Beniamino Ingham e nel 1938-1939 si rese protagonista di un viaggio ricco di peripezie. Quelle peripezie valsero a Di Bartolo il soprannome di “Cristoforo Colombo palermitano“. Di Bartolo, infatti, fu il primo a raggiungere Sumatra al comando di un veliero battente la bandiera del Regno delle Due Sicilie.

“All’epoca – ha raccontato Basile – il comandante di un mercantile era un commerciante con un carico di olio, mandorle, vino e fave che andava a vendere a Boston, guadagnando un sacco di soldi. Caricava a Boston altra merce da vendere in Malesia, dove carica un sacco di generi coloniali“.

“Le stive erano talmente piene che le esalazioni uccidevano chiunque“. Fu il primo siciliano a compiere un’impresa del genere.

“Il re di Borbone – ha aggiunto Basile – decide di nominare Vincenzo Di Bartolo Alfiere di Prima classe che, nella marina mercantile, corrisponde al grado di Ammiraglio. Florio e Ingham esaminano la cosa e scoprono che una nave comandata da un Ammiraglio o Alfiere di prima classe, è esente da dazi e non può neanche essere perquisita. Sapete quanto era il dazio sui coloniali? Per le spezie, del 100% del valore, quindi avrebbero avuto in mano della merce che costava il 100% in meno”, ha dunque concluso lo storico.

“Il comandante Vincenzo Di Bartolo fu un grande marinaio: è sepolto a Ustica“, conclude Basile, rendendo omaggio alla memoria di questo storico comandante.

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