Il critico d’arte Vittorio Sgarbi spiega in un video il significato di “Elisa“, l’opera di Arcangelo Sassolino voluta da Comune di Palermo e installata ai Quattro Canti, in occasione del trentennale delle stragi di mafia del 1992.

Vittorio Sgarbi e il significato della gru ai Quattro Canti

«Uno dei temi dell’arte contemporanea è la compatibilità con l’esistente», spiega Sgarbi, facendo anche riferimento alle recenti installazioni nel parco archeologico di Segesta, che sono state al centro di diverse polemiche.

«Le persone che vengono ai Quattro Canti vedono una macchina che non è propriamente una scultura, ma è l’idea in uno spazio che ha intorno i Quattro Canti, le sculture tardo barocche e quindi vede questa come una irruzione».

Vittorio Sgarbi, dunque, chiama in causa una “logica dell’irruzione“: «Qui c’è una città in cui il degrado è legato alla violenza della mafia, l’abbattimento delle costruzioni liberty per fare edifici di cemento armato, la speculazione selvaggia, la violenza in un luogo incontaminato».

Da questo, dunque, la conclusione del critico d’arte: «Da questo punto di vista, l’opera fa pensare al trauma che la mafia ha dato alla città. È proprio il contrasto in questo caso che indica un’idea forte. Perché è vero che insieme alla bellezza, la violenza della mafia ha portato una quantità di orrori che la legalità lentamente ha riconquistato cancellandoli, abbattendoli».

«Mi pare che se uno la vede da questo punto di vista e non come un’opera in una chiave stilistica, ma come pensiero di quello che ha testimoniato l’antimafia, questa immagine può avere un significato forte, di trauma, per tentare di ripristinare la bellezza perduta, alterata, minacciata. E allora, che cosa se non la ruspa restituisce spazio a ciò che è stato invaso e rovinato dalla violenza mafiosa?».

L’opera ai Quattro Canti

“Elisa” è un’opera voluta dal Comune di Palermo e realizzata da Arcangelo Sassolino, per commemorare le Stragi del 1992. Composta appunto da un esagono in cemento armato sul quale è stato poggiato il braccio meccanico di un escavatore. Un’opera di denuncia contro l’abusivismo edilizio e i relativi legami con gli ambienti mafiosi.

La struttura è composta da materiali quali acciaio, vetro e cemento. Elementi impiegati per comporre macchine che spingono gli stessi a raggiungere i loro limiti.

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