Vittorio Sgarbi sta meglio. Dopo il grave malore e il ricovero di questa notte, il critico d'arte si è ripreso. E ha già parlato al giornale "Libero", ripercorrendo i drammatici momenti che hanno rischiato di condurlo alla morte:

"Dopo aver fatto una conferenza a Brescia, e visitato alcune chiese, mi sono messo in macchina verso le due diretto a Firenze – dice – Ero un po' raffreddato, avevo un malessere, quando ho sentito un dolore. Un dolore strano, che si diffondeva e mi agitava. Mi trovavo all'altezza di Modena e ho deciso subito, intuitivamente: non proseguo ma esco dall'autostrada per andare al Policlinico, uno dei migliori per i casi cardiaci. Che caso fortuito. Il verdetto dei medici è stato immediato: avevo una occlusione per metà della coronaria, mi hanno operato ed è andata tutto a posto".

Il racconto di Vittorio Sgarbi, 63 anni, prosegue: "Se avessi proseguito fino a Bologna o Firenze sarei morto. La coronaria si sarebbe chiusa del tutto e addio. La cosa 'divertente' è che sono stato a mezz'ora dalla morte, me l'hanno detto i medici. Non ho pensato a Dio, non ho pensato che stavo per morire. Più che miracolato sono stato fortunato, e intuitivo". Anche se "gli infarti non si possono prevedere, è difficile".

Poi la chiusura, non senza la sua consueta ironia: "Sono tutto intubato, anche lì", dice scherzando Sgarbi, che dovrà restare in ospedale per una settimana.