Foto di Contavalle Valentina

Ogni volta che annuncio: "vado in Sicilia!" c'è sempre qualcuno che mi dice: "che bello! Portami un souvenir, riportami qualcosa!" In oltre vent'anni son divenuto un grosso importatore di memorabilia della Trinacria in terra d'Abruzzo.

Tutte le volte ho riportato un piccolo dono a delle persone diverse.

Ricordarmi di questo è l'occasione per ripensare a quante nuove amicizie abbia stretto in questi vent'anni e quante, strada facendo, ne abbia perse.

Ma spesso me li figuro ancora tutti quanti, che se facessimo una reunion intaseremmo di carretti siciliani il lungomare di Pescara e fra uno scacciapensieri, una veduta dell'Etna, un paladino e un saraceno marionetta, un tempio greco e una coppola, potremmo mettere su un bel ballo in maschera sulle note di un carillon che suona "Sciuri sciuri" o "Vitti 'na crozza"…

E fra tutti i miei amici abruzzesi, di oggi e di ieri, che tengono ancora in casa un frammento della mia Sicilia, mi auguro che qualcuno mi pensi ancora, anche solo bevendo una spremuta, se il Sole che è racchiuso in ogni arancia è lo stesso che al di là dello stretto riscaldava la mia anima quando del loro affetto si copriva.