"La sua fine è finalmente arrivata", "se l’è meritato". Sono alcuni degli agghiaccianti messaggi che una famiglia in lutto per la perdita di una figlia 16enne ha dovuto leggere sui social. Il caso è quello di Larissa, adolescente australiana brutalmente picchiata dal suo fidanzato di ben 18 anni più grande. Prima del delitto, peraltro, la ragazzina è stata infilata in un barile. Così è stata ritrovata nei pressi di Stapylton, a sud di Brisbane, nelle Queensland. Secondo molti utenti sul web, la 16enne "se la sarebbe cercata" perché usciva con un "uomo molto più vecchio". Cioè il responsabile, il 34enne Zlatko Sikorsky.

Una volta individuato dalla polizia, l’uomo è stato accerchiato nella sua abitazione per 28 ore perché aveva minacciato di sparare a qualsiasi agente si fosse avvicinato a lui. Larissa abitava in un rifugio per giovani senzatetto dopo essere fuggita dal suo ex violento, e da qualche mese aveva cominciato a vedere Sikorsky. "Sono assolutamente convinto che sia innocente, e io faccio questo lavoro da molto tempo. Penso che quando la polizia avrà fatto il suo lavoro, scoprirà che non ha commesso l'omicidio, perché questo non è un omicidio: le prove sosterranno che non si è trattato di omicidio, per l'appunto", ha detto l'avvocato dell'uomo.

Larissa è stata vista per l'ultima volta nel sobborgo di Sandgate, a nord di Brisbane, il 15 giugno scorso. È stata dichiarata scomparsa da suo padre Peter, martedì, un giorno prima che la polizia scoprisse il suo corpo in un barile nella tenuta di Stapylton mercoledì. Quindi la caccia all’uomo che ha portato all’arresto di Sikorsky verso le 18.30 di sabato 30 giugno. Per l’omicidio di Larissa sono stati arrestati anche un uomo di 38 anni e una donna di 40: avrebbero in qualche modo favorito la fuga dell’uomo.