Un nuovo viaggio gastronomico prende forma nella provincia di Siracusa. Negli ultimi giorni, due tra le città più suggestive della Sicilia, Noto e Avola, sono diventate set a cielo aperto per un progetto televisivo inedito firmato Antonino Cannavacciuolo.
Lo chef campano, tra i più amati del piccolo schermo grazie a trasmissioni di successo come MasterChef Italia e Cucine da incubo, ha scelto proprio il cuore del barocco siciliano per dare vita a un racconto gastronomico che promette di unire territorio, tradizione e alta cucina.
Le riprese tra le meraviglie barocche della provincia di Siracusa
La presenza di Cannavacciuolo nel siracusano non è passata inosservata. Secondo quanto riportato da diverse testate locali, le riprese sono già iniziate e si sono concentrate in luoghi fortemente evocativi come il centro storico di Noto, Patrimonio dell’Umanità UNESCO, e la splendida Avola, nota per i suoi prodotti d’eccellenza e il fascino mediterraneo.
Il programma, ancora senza titolo ufficiale né data di messa in onda, è realizzato con una troupe professionale che ha trasformato angoli di Sicilia in set televisivi immersivi, capaci di valorizzare la ricchezza culturale e gastronomica del territorio.
La presenza di Chiara Pavan accanto a Cannavacciuolo
Accanto a Cannavacciuolo è stata avvistata un’altra figura di rilievo della cucina italiana: la chef stellata Chiara Pavan, già nota per il suo impegno nella sostenibilità e per l’equilibrio tra innovazione e tradizione che caratterizza la sua cucina.

Questa collaborazione lascia intuire che il programma punterà su un approccio corale, dove la valorizzazione del territorio siciliano si intreccia a una visione contemporanea del fare cucina. Il pubblico potrà aspettarsi una narrazione fatta non solo di sapori, ma anche di incontri, contaminazioni e riflessioni sul ruolo del cibo nella cultura italiana.
Focus sui prodotti locali e sulle eccellenze siciliane
Noto e Avola non sono state scelte a caso. Queste aree rappresentano un concentrato di eccellenze gastronomiche che spaziano dal celebre Nero d’Avola, vino rosso tra i più apprezzati nel panorama enologico italiano, alle mandorle di Avola, ingrediente principe di molte ricette dolciarie siciliane.
A questi si aggiungono pesce fresco, ortaggi di stagione, formaggi tipici e un ricco ventaglio di preparazioni tradizionali, che raccontano la storia di una terra antica, accogliente e fiera delle proprie radici.
Il programma, secondo le indiscrezioni, vuole proprio esaltare questi elementi, offrendo allo spettatore un viaggio multisensoriale che attraversa paesaggi, tavole e tradizioni popolari.
La produzione sembra seguire un filone sempre più amato dalla TV italiana: quello in cui la cucina diventa racconto del territorio. Il cibo, più che protagonista, è il filo conduttore per scoprire storie locali, tradizioni antiche e artigiani del gusto.
In questo contesto, la presenza di Cannavacciuolo – empatico, narratore naturale e volto familiare – assume un valore simbolico. Con il suo stile, potrà restituire al pubblico l’immagine di una Sicilia autentica, lontana dai cliché e ricca di umanità.
Una nuova occasione per la Sicilia di brillare sul piccolo schermo
Non è la prima volta che la Sicilia viene scelta come sfondo ideale per programmi televisivi di cucina e turismo. Negli ultimi anni, il connubio tra paesaggio e gastronomia ha reso l’isola una meta privilegiata per produzioni italiane e internazionali. Dalla serie “4 Ristoranti” di Alessandro Borghese, che ha recentemente fatto tappa alle pendici dell’Etna, alle numerose puntate di “Linee Verde”, la Sicilia continua a conquistare le telecamere e il cuore del pubblico.
Questa nuova produzione con Cannavacciuolo potrebbe rappresentare un ulteriore passo in avanti in questa direzione, offrendo visibilità a territori meno conosciuti ma ricchissimi di potenziale.
Antonino Cannavacciuolo, nato a Vico Equense, ha spesso dichiarato il proprio amore per il Sud Italia e le sue tradizioni. La sua cucina, pur affondando le radici nella Campania, ha sempre valorizzato ingredienti semplici, prodotti freschi e sapori intensi.
In questo nuovo progetto, il suo ritorno al Sud assume un valore simbolico: quello di un cuoco che torna a camminare tra mercati, aziende agricole, vigneti e ristoranti locali, alla ricerca del lato più autentico e umano della cucina, che spesso si perde nella ristorazione d’élite.
