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Michelin Italia inserisce cannolo e cassata tra i sei dolci italiani più amati al mondo, collocando la Sicilia al centro della scena internazionale della pasticceria. Il riconoscimento nasce dall’osservazione delle proposte dessert dei 394 ristoranti stellati della Guida Rossa 2026 e definisce un podio condiviso di grandi classici che comprende anche tiramisù, sfogliatella, babà al rum e gelato.

Una selezione che va oltre il semplice apprezzamento del gusto e mette in luce una tradizione costruita nei secoli, fatta di contaminazioni culturali, identità territoriali e artigianato dolciario capace di parlare al mondo.

La Sicilia sul podio mondiale del gusto

Non si tratta solo di successo gastronomico, ma di identità: il cannolo e la cassata sono due dolci capaci di raccontare, più di qualsiasi manifesto promozionale, la storia complessa e stratificata della cucina italiana.

Secondo Michelin Italia, queste glorie regionali incarnano un percorso comune a molte tradizioni del Paese, perché “come per le tradizioni culinarie salate, le confluenze culturali e le dominazioni straniere (arabe, spagnole, francesi su tutte) hanno lasciato nel corso dei secoli indelebili tracce sull’evoluzione della pasticceria italiana”.

In Sicilia questo intreccio storico prende forma concreta in ingredienti che sono diventati simboli: zucchero di canna, agrumi, mandorle, ricotta di pecora, pistacchi. Materie prime che hanno attraversato secoli, conquiste e passaggi di potere senza perdere riconoscibilità, trasformandosi in un linguaggio universale del gusto capace ancora oggi di parlare al mondo.

Cannolo e cassata, l’anima siciliana che ha conquistato Michelin

Nato in epoca araba, tra il IX e l’XI secolo, il cannolo siciliano deve il nome al latino canna, utilizzata per avvolgere l’impasto prima della frittura, e porta con sé una storia contesa tra Caltanissetta e Palermo, che Michelin ricorda citando la leggenda dell’harem nisseno. Secondo il racconto, furono le donne di un harem di Caltanissetta a creare un dolce a forma di tubo, farcito con crema di ricotta dolce, come simbolo di fertilità e vitalità, destinato alle feste e alle celebrazioni, un significato che nel tempo si è fuso con la tradizione popolare siciliana fino a trasformare il cannolo in uno dei suoi emblemi più riconoscibili.

Oggi il dolce simbolo della Sicilia non vive solo nella versione classica, ma anche in interpretazioni contemporanee come quella firmata da Michelangelo Mammoliti, chef del tre stelle La Rei Natura di Serralunga d’Alba, che propone un elaborato twist con pasta soffiata farcita di spuma di ricotta di pecora, sentori di vaniglia, pistacchi sabbiati, acqua di fiori d’arancio e gelato al cannolo siciliano, un omaggio moderno che non tradisce l’anima originaria.

Accanto al cannolo, la cassata siciliana racconta un’eredità araba altrettanto profonda, fatta di zucchero, agrumi e frutta secca, con un nome che deriva da quasʿat, “bacinella”, e una struttura complessa che unisce pan di Spagna, ricotta di pecora, gocce di cioccolato fondente, pistacchi, pasta di mandorle e frutta candita, diventando uno dei dolci più riconoscibili d’Italia.

Tra le versioni segnalate dalla Guida Michelin spicca quella proposta da La Foresteria Planeta Estate a Menfi, in provincia di Agrigento, un indirizzo che lega la grande tradizione dolciaria siciliana all’identità agricola del territorio.

Non solo Sicilia: gli altri grandi classici italiani più amati al mondo

Oltre ai due dolci siciliani premiati, cannolo e cassata, la Guida Michelin inserisce tra i più amati al mondo altri grandi classici della tradizione italiana che, da Nord a Sud, continuano a occupare un posto stabile nell’alta ristorazione e nell’immaginario internazionale. Il tiramisù, conteso tra Veneto e Friuli-Venezia Giulia, resta uno dei dessert più iconici grazie a una struttura semplice ma riconoscibile, capace di evocare, come sottolinea Michelin, “sapori familiari dell’infanzia” anche nelle versioni rivisitate dagli chef. Dalla Campania arrivano la sfogliatella, nata dall’abilità dei cuochi napoletani di estrarre il massimo gusto da ingredienti comuni, e il babà al rum, indicato dalla guida come il dolce italiano con il maggiore apprezzamento internazionale, nonostante le sue origini lontane e il legame con la tradizione partenopea.

A completare il quadro c’è il gelato, le cui prime preparazioni risalgono al periodo arabo in Sicilia e che, passando per la Firenze rinascimentale e l’invenzione del cono nel Novecento, si è affermato come una delle eccellenze artigianali più rappresentative del made in Italy. Tutti questi dolci, sottolinea Michelin, condividono un elemento chiave: il legame indissolubile con il territorio e la capacità di trasformare influenze storiche e culturali in un linguaggio universale del gusto.

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