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Rifiutano un mutuo da un milione di dollari, mollano il lavoro e salgono su un aereo per scoprire se in Sicilia le case da un euro esistono davvero. Non è la trama di un film: è quello che hanno fatto davvero Miles, Ricky, Jack e Riley, quattro amici australiani che da qualche settimana raccontano su Instagram la loro folle scommessa a Salemi, in provincia di Trapani. Il loro profilo, “The One Euro Dream“, ha quasi raggiunto i 700mila follower e milioni su milioni di visualizzazioni. E la storia, tra piccioni morti, camion incastrati nei vicoli e granite come rifornimento energetico, è appena all’inizio.

Il mutuo rifiutato e il biglietto aereo

Tutto nasce da una frustrazione che accomuna i giovani di mezzo mondo: comprare casa, in Australia come altrove, è diventato quasi impossibile. Quando alla banca gli propongono un finanziamento da un milione di dollari, i quattro amici dicono no. Invece di indebitarsi per una vita, decidono di verificare con i propri occhi una storia che gira da anni sul web: è vero che in Italia, e soprattutto in Sicilia, si possono comprare case per un euro?

Vendono ciò che possono, lasciano il lavoro e atterrano in Italia con un’auto a noleggio e un obiettivo chiaro. Il tour tra i borghi che hanno aderito ai programmi delle “case a un euro” si trasforma però quasi subito in un piccolo film dell’horror: tetti crollati, solai bucati, impianti inesistenti e, in un caso, perfino piccioni morti ad accoglierli. “Il tetto è completamente collassato”, racconta Ricky durante uno dei sopralluoghi, per poi aggiungere, guardando quel che resta di una cucina: “Il forno però sembra ancora abbastanza buono”. È il tono, tra ruderi e autoironia, che accompagnerà tutta l’avventura.

Perché hanno scelto Salemi

Alla fine la scelta cade su Salemi, uno dei simboli italiani delle case a un euro. Il centro storico del paese porta ancora i segni del terremoto del Belice del 1968, che spinse parte della popolazione a trasferirsi nella città nuova, lasciando vuoti interi isolati del borgo antico. Da anni il Comune utilizza la vendita a prezzo simbolico proprio per restituire vita a quelle case e attrarre nuovi residenti e investimenti. Salemi non è nuova alla ribalta internazionale: pochi anni fa era stata protagonista della serie britannica “Amanda & Alan’s Italian Job“, con i due conduttori impegnati nella ristrutturazione di un altro immobile acquistato con la stessa formula.

Miles, Ricky, Jack e Riley scelgono di raccontare tutto, giorno per giorno, trasformando il cantiere in una vera e propria serie social. “Alcuni di noi sanno usare gli attrezzi, altri no”, ammettono nei loro video. “Forse siamo pazzi. Ma di sicuro ci divertiremo“. Si danno 90 giorni per completare i lavori.

Novanta giorni tra martelli, sabbia e burocrazia

Il racconto, giorno dopo giorno, è un susseguirsi di piccole imprese quotidiane che il pubblico segue con crescente affetto. Si parte il 30 luglio con le prime demolizioni. Il terzo giorno il problema è tutto siciliano: un camion troppo largo per i vicoli del centro storico. Il quarto giorno arrivano acqua, elettricità e le prime difficoltà legate agli incendi che in quei giorni interessano la zona.

Non manca la burocrazia: al settimo giorno i telai vengono montati e poi, per problemi di permessi e materiali in ritardo, smontati di nuovo. Il verdetto dei ragazzi, affidato ai social, è impietoso e divertente allo stesso tempo: “Burocrazia italiana uno, ragazzi zero“. Al nono giorno arriva finalmente una tonnellata di sabbia, da portare a mano fino al piano superiore, salvo scoprire il giorno dopo che è pure quella sbagliata.

Tra una difficoltà e l’altra, però, c’è spazio anche per la Sicilia più autentica: il bar del paese, il mare, il cibo, gli abitanti che si affacciano al cantiere per dare una mano o semplicemente per curiosità.

Ma la casa costa davvero un euro?

C’è un dettaglio che i video, giustamente romantici, tendono a tralasciare. Il meccanismo delle case a un euro, a Salemi come altrove in Sicilia, non significa che l’intera operazione si chiuda con una monetina. L’euro è storicamente il prezzo di partenza messo a bando dal Comune per l’immobile: a questo si aggiungono la candidatura, le pratiche tecniche, i materiali e, soprattutto, il costo della ristrutturazione, che nel caso di ruderi come quelli visitati dai quattro amici può essere tutt’altro che simbolico. Miles, Ricky, Jack e Riley non hanno ancora reso pubblica la cifra complessiva investita nel progetto.

Nel frattempo, la loro avventura racconta qualcosa che va oltre il cantiere: il paradosso di quattro ragazzi che percorrono in senso inverso la rotta che per decenni ha portato migliaia di siciliani a cercare fortuna in Australia, e che oggi ritrovano proprio in un borgo del Trapanese quella casa, quella comunità e quel senso di appartenenza che nelle loro città sembravano ormai fuori portata.

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