Il borgo di pietra nella Valle del Belice.

La Sicilia e i suoi borghi: località tutte da scoprire, in cui il tempo si è fermato per seguire i ritmi lenti delle stagioni. Tra passato e presente, queste cittadine hanno mantenuto intatto il loro spirito, lo stesso spirito che affascina i visitatori. Oggi facciamo tappa nel Trapanese, per scoprire il borgo siciliano di Salemi. Siamo in collina, tra le vigne e gli uliveti della Valle del Belice, intorno al castello normanno-svevo. La cittadina è sorta sul sito dell’antica città elima di Halyciae. Il nome, secondo alcuni, fu un omaggio a “Saliman”, figlio del comandante che conquistò Alicia; secondo altri, invece, deriva da “sale”, per la presenza del fiume Salso, che rende le acque che attraversano la città salmastre; ancora, c’è chi lo fa derivare dal significato di “Salam”, cioè città salubre e sicura, o “Salem”, cioè pace. Visitiamo il borgo siciliano che, ormai da anni, è nel circuito dei Borghi più belli d’Italia.

Cosa vedere e cosa mangiare a Salemi

Siamo nel cuore della provincia di Trapani, in una cittadina di impronta medievale. Il punto è strategico ed equidistante dai grandi centri turistico-culturali della Sicilia occidentale, quali Selinunte, Cave di Cusa, Mothia, Riserva naturale dello Stagnone ed Erice. L’antica Halyciae è ricca di testimonianze archeologiche e il centro storico racchiude tesori architettonici. Vi sono palazzi storici realizzati con la pietra “campanedda“, chiese, il quartiere ebraico della Giudecca e quello islamico del Rabato. Salemi è la “Città dei pani“, perché la lavorazione dei pani devozionali è un’antica tradizione, che si esprime al meglio in occasione della Festa di San Giuseppe del 19 marzo. Molto importanti sono anche la festa di Sant’Antonio Abate con i “cudduri” e la Festa di San Biagio con i “cavadduzzi” e i “cuddureddi”. Da vedere a Salemi il Castello Normanno Svevo, il Palazzo dei Musei, Ex chiesa Madre; il quartiere arabo “Rabato”; il quartiere ebraico; le aree archeologiche di Mokarta, Monte Polizo e San Miceli; l’Antica Fornace Sant’Angelo; le chiese del centro storico, che sono circa 25.

Il piatto tipico di Salemi è sicuramente la busiata, tipico formato di pasta da gustare con tanti condimenti. Ottime anche le “alivi scacciati” e le “mulinciani sutt’ogghiu”. Tra i dolci, sono tipici quelli con la ricotta, come cassatelle e sfince. Tradizionale anche il buccellato. Va inoltre segnalata la Vastedda del Belice, l’unico formaggio di latte di pecora a pasta filata. Foto: Guido Sorano.

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