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Un gruppo di ricercatori provenienti dall’Università di Malta, dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) e dall’Università Roma Tre ha fatto una scoperta eccezionale nel sottosuolo di Gela, Sicilia Meridionale: un giacimento d’acqua senza precedenti che potrebbe mitigare la crescente carenza idrica.

L’Importanza delle Risorse Idriche Sotterranee

Le risorse idriche profonde nel sottosuolo rappresentano una fonte potenziale di acqua non convenzionale, cruciale per soddisfare le crescenti necessità legate alla crescita demografica globale. Lorenzo Lipparini, ricercatore dell’Ingv – Università di Malta, sottolinea l’importanza di questo ritrovamento.

Il Corpo Idrico Sotterraneo di Gela

Lo studio documenta un vasto corpo idrico sotterraneo di acque dolci e salmastre conservato in un acquifero profondo tra i 700 e i 2500 metri di profondità al di sotto dei Monti Iblei, nella Sicilia meridionale. Un risultato ottenuto grazie a un approccio innovativo che combina l’analisi di pozzi petroliferi profondi con avanzate tecniche di modellazione tridimensionale del sottosuolo.

Prospettive Future

Il progetto è stato incluso tra le “action” durante la “Water Conference” dell’ONU nel marzo 2023. Il team di ricercatori prevede di valutare un piano di sviluppo e un progetto di utilizzo di queste preziose risorse idriche nel prossimo futuro.

Approccio Innovativo e Finanziamento

La scoperta di questo vasto accumulo d’acqua è il risultato di un approccio innovativo che ha unito l’analisi di pozzi petroliferi profondi con tecniche avanzate di modellazione tridimensionale del sottosuolo. Il finanziamento per questa ricerca è stato fornito attraverso un progetto Marie Curie Grant con l’Università di Malta, con il supporto dell’Università Roma Tre e dell’Ingv.