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Cosa sta succedendo alla spiaggia Sabbie Nere di Vulcano? L’arcipelago delle Isole Eolie è celebre anche per le sue spiagge di finissima sabbia scura e proprio l’isoletta di Vulcano ne vanta una delle più famose. Questo suggestivo arenile, purtroppo, in un arco di tempo di 30 anni ha perso più di venti metri e le mareggiate più recenti, insieme all’azione del vento, non hanno migliorato la situazione.

Dell’argomento si è parlato anche su RaiNews, con un servizio della TGR Sicilia che ha fatto il punto della situazione. Come è noto, le Eolie sono un arcipelago di origine vulcanica e le spiagge nere si sono formate grazie all’erosione di rocce e ad altro materiale eruttato dai vulcani vicini, che hanno creato i granelli molto particolari. A Vulcano, la spiaggia Sabbie Nere è una delle più apprezzate: si trova nella baia del Porto di Ponente e affascina i visitatori provenienti da ogni parte del mondo.

Sabbie Nere Vulcano, magia di sabbia scurissima
Vulcano, foto di Elisa Tuzza

Questa spiaggia, così come altre delle Isole Eolie, è a rischio. Non è una novità, perché già da anni si è presa coscienza della necessità di tutelare questi arenili. Negli ultimi 30 anni, infatti, l’erosione costiera avrebbe già portato via più di 20 metri di spiaggia. Da un punto di vista un po’ più scientifico, il fenomeno è provocato da diversi fattori, tra i quali anche i venti e l’innalzamento delle acque, unite all’intervento umano.

Parlando della spiaggia delle Sabbie Nere di Vulcano, lo scienziato Francesco Tiralongo ha spiegato: “Questo contesto particolarissimo e suggestivo sta purtroppo subendo un processo di erosione costiera che, di anno in anno, lo riduce sempre di più. Ciò, oltre a rappresentare un ovvio problema dal punto di vista economico e turistico, causa una profonda alterazione dell’ecosistema costiero caratterizzato dalla presenza del sedimento scuro, con effetti pressoché imprevedibili sul lungo periodo“.

La soluzione non sembra a portata di mano, perch servirebbero degli interventi congiunti, con risultati non prevedibili in modo sicuro: “Gli esiti non sono mai garantiti. Motivo per cui ogni tentativo di recupero della spiaggia, come gli interventi di ”ripascimento” affiancati dalla costruzione di barriere rigide, vanno valutati in modo multidisciplinare, studiando le correnti, i venti, gli habitat coinvolti e tutte le loro dinamiche fisiche ed ecologiche”, ha aggiunto Tiralongo.

Foto in evidenza Davide Mauro – Own work, CC BY-SA 4.0.