Aci Trezza è un luogo dal fascino unico, sospeso tra terra e mare. Ci troviamo in provincia di Catania, in una frazione di Aci Castello. Questi luoghi sono diventati celebri grazie alla letteratura, che li ha resi protagonisti di suggestioni che sopravvivono al tempo.

L’origine del nome Trezza è incerto: la prima e più accettata ipotesi lo fa derivare dai “tre pizzi” dei Faraglioni. Secondo l’arciprete De Maria, invece, deriverebbe dalle fabbriche di laterizi che avrebbero dato il nome alla contrada: Acis Lateritie.

Un’altra teoria vuole che il nome derivi da uno scoglio che si trova “a venti passi dalla ripa” chiamato Trizza e per metonimia lo abbia passato all’intera zona, ove successivamente sorse il paese.

Immortalata da Giovanni Verga nelle pagine de I Malavoglia, Aci Trezza mostra il meglio di sé nei paesaggi dominati dai faraglioni, che dal mare custodiscono la costa.

Quei Faraglioni sono, per eccellenza, i simboli del borgo. Le tre colonne solitarie e i cinque scogli sono stati plasmati dall’acqua e dal vento, nel corso dei millenni. Con la loro inconfondibile forma hanno alimentato il mito che li vuole generati da alcuni massi scagliati da Polifemo contro Ulisse, che fuggiva dall’isola dei Ciclopi.

Il più grande è chiamato Isola Lachea e offre una preziosa fauna, tutelata da una riserva marina protetta. I visitatori si trovano di fronte a un suggestivo arcipelago di roccia basaltica, che emerge dalle acque ricche di vita e storia.

Allo spettacolo della natura si aggiungono arte e architettura. Magnifici gli scorci offerti dall’incontro con il mare. La Chiesa di San Giovanni, ad esempio, si erge vicino al mare, dove un tempo sorgeva una chiesa distrutta dal sisma del 1963. Anche la Madonna del Faraglione, scolpita nel marmo da Sarino Piazza, offre un notevole colpo d’occhio. Sul lungomare si trova invece uno scenografico complesso di sculture laviche, che rappresentano Trezza, Mistura, Pensiero e i Faraglioni.

Foto Wikipedia

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