Poco distante da Aci Trezza sorge l’Arcipelago dei Ciclopi conosciuto ugualmente con il nome di Isole dei Ciclopi,  Faraglioni dei Ciclopi o Faraglioni di Aci Trezza, ad Aci Castello in provincia di Catania.

L’arcipelago dei Ciclopi è composto dall’Isola Lachea, dal Faraglione Grande, da quello Piccolo e da altri quattro scogli disposti ad arco, proprio di fronte la bellissima spiaggia della città.

MITI E LEGGENDE:

La leggenda racconta che l’intero Arcipelago dei Ciclopi venne alla luce a seguito dell’ira funesta del Ciclope Polifemo (da qui il nome dei Faraglioni dei Ciclopi) che, arrabbiatosi con Ulisse in fuga, scaglia le pietre gettandole in mare, posizionandole dove attualmente milioni di turisti visitano quella che è diventata la Riserva Marina Isola Lachea e Faraglioni dei Ciclopi. L’episodio viene narrato nell’Odissea di Omero.

IL SEGUITO DELLA LEGGENDA

A tenere fede alla bellezza del sito ci pensa negli anni Giovanni Verga che fece dei Faraglioni e di Aci Trezza un punto di forza in un suo romanzo, i Malavoglia. Nel testo, l'autore è riuscito ad incantare tutti, lettori e poeti, riuscendo ad immortalare con le sole parole, uno scenario che ha fatto sognare tutti, forse anche il turismo della zona.

NON SOLO POETI MA PURA MAGIA

L’Isola Lachea e l’Arcipelago dei Ciclopi sono stati lo scenario dei Malavoglia ma anche del film “La terra trema” di Luchino Visconti che, come ricordiamo, è stata una delle pellicole premiate al Festival di Venezia nel lontano 1948, ispirato proprio al noto romanzo di Giovanni Verga.

In pratica è come se questo luogo detenesse una magia indescrivibile, l’Arcipelago dei Ciclopi con la sua Isola Lachea, incanta i visitatori in viaggio in tutte le ore del giorno. I colori dell’alba lasciano senza fiato chi li osserva mentre vivere la spiaggia di Aci Trezza al tramonto potrebbe diventare una esperienza unica.

L’Isola Lachea, come un gioiello emerso dal nulla, è stata etichettata negli scritti, come l’isola abitata solo dalle capre. La sua origine è subvulcanica e numerosi sono stati i ritrovamenti di utensili e arnesi che testimoniano il passaggio dell’uomo nei due ettari di terra emersa.

(Foto di Salvo Santangelo)