Foto di ManoloIl castello dei Conti di Modica è una fortezza medievale che sorge nel centro storico della città di Alcamo, in provincia di Trapani, per questo è infatti conosciuto, semplicemente, anche come castello di Alcamo.

Il castello di Alcamo è un edificio alquanto curioso, non soltanto per la sua struttura, ma anche per la sua ubicazione. È infatti uno dei pochi castelli ad essere posto in centro città e non poco fuori, magari in una posizione strategica a strapiombo su una rocca.

Fu fatto costruire nel 1350 dai feudatari Chiaramonte, Enrico e Federico, governanti appunto della nota contea di Modica. Il maniero doveva chiaramente servire a rappresentare il prestigio della storica casata, ma anche quale struttura difensiva, oggi infatti conserva ancora le quattro torri merlate, due a pianta quadrata e due a pianta circolare, che ne confermano il suo uso militare.

Di fatto, ognuna delle strutture aveva un ruolo ben preciso, una infatti, denominata la “Maestra” era una camera di tortura per i prigionieri, un’altra era adibita ad ospitare personaggi di riguardo, come l’imperatore Carlo V, che nel settembre del 1535 e per 2 giorni, ivi sostò dopo il suo vittorioso ritorno da Tunisi. 

Inizialmente, il ‘casale’ sorgeva in località San Vito, ma dopo qualche decennio, il centro abitato si allargò dando vita alla città di Alcamo. A presidio della città vi era il governo del Peralta, a cui ben presto succedette la signoria dei due Chiaramonte. Alcamo era già in epoca normanna, un importante scalo marittimo per il passaggio del grano, sembra dunque che in realtà, il maniero chiaramontano possa essere il risultato di rimaneggiamenti di una struttura risalente al 1317.

Fu infatti in quello stesso periodo che parimenti ad Alcamo, vennero fatte costruire anche le strutture militari di Salemi e Calatafimi, che costituivano la direttrice difensiva del trapanese.
Il maniero divenne presto simbolo della città e luogo in cui gli alcamesi andavano a protestare per i torti subìti dai signori.

Alla fine del Cinquecento, la struttura venne sottoposta a diverse opere di restauro.
Nel 1802, l’ultimo erede della contea di Modica, Maria Teresa de Sylva, morì, e il castello di Alcamo divenne dei Borboni. Con la fine del secolo, passò al Comune, che lo utilizzò come prigione. Nel 1870, l’Amministrazione cittadina lo sottopose ad un ulteriore intervento di preservazione e fu così che, negli anni Duemila, a seguito di ulteriori lavori, venne trasformato in museo; oggi il castello è visitabile, in quanto ospita il Museo Etnografico ed è sede dell’Enoteca Storica Regionale.

La sua curiosa pianta romboidale ospita bifore e trifore in stile gotico-catalano; il prospetto Nord è stato impreziosito dalla presenza di due finestre ad arco acuto con rosone decorativo. Tra le mura, è presente un piccolo cortile che guida verso gli interni, ripetutamente rimaneggiati nei secoli per via dei diversi usi a cui è stato adattato il castello. Il pavimento è in graniglia di marmo e in battuto di cemento; la facciata Ovest ha finito con l’essere inglobata nei corpi interni.

 

Autore | Enrica Bartalotta