Tradizione e artigianato: l’Antica Bottega del Puparo.

  • Nel centro storico di Catania, vicino al Castello Ursino e al mercato della Pescheria, si trova l’antica bottega dei fratelli Napoli.
  • Si tratta di un patrimonio di grande importanza storica e Culturale.
  • Dai tempi di Gaetano Napoli, qui si tramandano i “saperi della mano” e le regole del mestiere.

Il viaggio alla scoperta della Sicilia ci porta oggi a Catania. Qui, nel cuore del centro storico, si trova una magica bottega, in cui vie l’arte dei Pupi Siciliani. La realizzazione dei pupi catanesi “di mestiere” investe una complessa serie di competenze. La famiglia Napoli si tramanda quest’arte da più generazioni. Pippo Napoli aveva appreso fondamenti e tecniche dagli antichi maestri ramaioli che nei primi decenni del Novecento sbalzavano le armature dei pupi da teatro. Fiorenzo Napoli ha appreso dallo zio Pippo le regole dell’arte e le ha ulteriormente perfezionate attraverso una ricerca personalissima. Questo patrimonio di conoscenze è stato raccolto da Davide Napoli, che oggi, insieme a suo padre Fiorenzo, costruisce le armature. Collaborano nell’Antica Bottega del Puparo anche Alessandro Napoli per l’imbottitura e la foderatura dei busti e Agnese Torrisi Napoli per la realizzazione dei costumi.

La storia della Bottega

Nel 1921 don Gaetano Napoli ha inaugurato in via Cantone a Cibali il Teatro Etna. Da allora e fino al 1973 la famiglia Napoli ha svolto un’intensa attività nei teatri popolari di quartiere. Si lavorava col mestiere storico, i pupi alti m.1,30 e pesanti fino a 35 chili. Si mettevano in scena, a puntate cicliche serali, tutte le storie del repertorio catanese. Parallelamente, regole e tecniche di messinscena venivano acquisite e affinate dai figli di don Gaetano: Pippo, Rosario e Natale. Questo patrimonio di competenze venne successivamente trasmesso a Fiorenzo, Giuseppe, Salvatore e Gaetano, figli di Natale e Italia Chiesa Napoli. Nel 1931 la Marionettistica dei Fratelli Napoli ha ricevuto, ex aequo col puparo Nino Insanguine, il più alto riconoscimento nella Prima Disfida regionale dei Pupi siciliani. Nel 1958, partecipando all’Expo Universale di Bruxelles, i Napoli ottengono il loro primo successo in ambito internazionale.

In questi anni la famiglia Napoli, pur mantenendosi fedele ai codici e alle regole di messinscena della tradizione, ha lavorato per adattare l’Opira catanese alle esigenze di un pubblico nuovo. Negli anni Sessanta e Settanta del Novecento, il pubblico popolare ha cominciato a disertare i teatri. Finiva l’epoca delle puntate serali. Bisognava fare breccia in un pubblico non popolare, in persone non “iniziate” che poco sapevano degli intrecci delle storie cavalleresche e che comunque non sarebbero tornate a teatro l’indomani. Per risolvere il problema e portare i pupi catanesi in ambienti ristretti, come le palestre e i teatrini scolastici, le sale parrocchiali, le sale conferenze di circoli e sodalizi culturali, Natale Napoli, facendo propri i suggerimenti di Nino Amico, escogitò nel 1973 l’idea dei “pupi piccoli” di cm. 80. Ridotti nelle dimensioni, consentirono alla tradizione catanese di confrontarsi con un numero ben maggiore di pubblici di quanto avrebbero permesso i “pupi grandi”.

L’innovazione dei “pupi piccoli”​

I “pupi piccoli” segnarono un vero e proprio “passaggio epocale”. Pur mantenendo assolutamente intatti codici, regole e tecniche della messinscena tradizionale, assicurarono la possibilità di affezionare all’Opira catanese un nuovo pubblico. Nel 1978 i fratelli Napoli hanno ricevuto dai Reali d’Olanda il prestigioso Praemium Erasmianum, che “corona persone e istituzioni che per la loro attività hanno arricchito la cultura europea”. Sempre in questi anni, alla morte del padre Natale, Fiorenzo diventa Direttore Artistico della compagnia e i suoi figli Davide, Dario e Marco appresero anch’essi le regole di mestiere, assicurando la continuità della tradizione catanese dell’Opera dei Pupi.

L’antica Bottega del Puparo di Catania si trova in via Reitano, 55.
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