Balestrate, cosa vedere e cosa fare nell’antica “Sicciara”. Tutto quello che c’è da sapere nel comune costiero che si affaccia sul Golfo di Castellammare. Com’è il mare a Balestrate, perché si chiama così, quali sono le sue spiagge.

Balestrate

Come centro abitato, “Sicciara” fece la prima apparizione nella storia nel 1861. Si trova in una zona pianeggiante, alle pendici del monte Ferricina, nella valle del fiume Cataldo. Il clima qui è caldo e temperato. Si affaccia sul Golfo di Castellammare ed è una rinomata località turistica per le vacanze estive in Sicilia.

Panorama di Balestrate

La spiaggia di Balestrate comprende la cosiddetta “Spiaggia dei pescatori”, un sito molto interessante dal punto di vista geologico, per la presenza di fossili di Pecten. In prossimità di questa spiaggia, inoltre, sorge una florida boscaglia con pini marini, eucalipti e tamerici.

Il nome e la storia

Il nome antico è Sicciara, dal siciliano “siccia”, cioè seppia. Si chiamava così per l’abbondanza di seppie che caratterizza il mare. Balestrate oggi si chiama così perché nel 1307 il territorio venne annesso al Comune di Partinico, ad eccezione di un lembo di terra che si protendeva per un cosiddetto “tiro di balestra” tra i torrenti San Cataldo a est e Calatubo a ovest. Re Ferdinando d’Aragona riservò quel lembo alla sua sovranità, con apposito decreto.

Il primo nucleo dell’attuale Balestrate risale al 1600 circa, nei pressi di una tonnara che sorgeva proprio nell’area della Sicciara. Queste terre furono di diritto regale per un secolo e mezzo. Nel 1456, però, il re aragonese Alfonso il Magnanimo donò il territorio al suo camerlengo nonché consigliere favorito, Nicolò de Leofante.

Si succedettero nel possesso i Bologna (1472-1661) i Leto come enfiteuti (1662-1667), i Santoro come sub-concessionari, (1678-1749), don Matteo Gesugrande come compratore (1750- 1778). Andò poi in eredità al figlioccio Paolino Gesugrande dal 1779 fino ai primi dell’800.

Affinché il territorio della Sicciara diventasse un Comune, molti senatori e uomini illustri si diedero da fare. Dopo aver scartato l’ipotesi di chiamarlo Ferdinandopoli, re Ferdinando di Borbone decretò che Sicciara e Trappeto venissero uniti in un solo Comune denominato Balestrate. Il luogo centrale dell’amministrazione era la borgata di Sicciara. Nel 1954 vi fu la scissione della borgata di Trappeto che divenne Comune autonomo.

All’inizio del Novecento fu sede degli stabilimenti degli Ingham, dei Florio e dei Woodhouse, nati come succursali di quelli di Marsala. In seguito a un decreto della Regione Siciliana del 2008, il territorio ha raddoppiato la sua superficie, annettendo alcuni territori che appartenevano a Partinico.

Cosa vedere a Balestrate

La chiesa di San Pietro è una delle più famose di Balestrate. Proprio questa chiesa, infatti, è strettamente legata a una delle manifestazioni più sentite dalla cittadina: la Festa di San Pietro e del Mare. Si svolge ogni anno il 29 giugno, nella ricorrenza di San Pietro, protettore dei pescatori.

Solitamente si organizzano giochi pirotecnici, degustazioni di pesce fritto nella piazza centrale, concerti, illuminazione delle strade fino a notte fonda ed una spettacolare processione del Santo su un carro appositamente allestito per la festività.

Il carro è la cosiddetta “vara”, che prende la forma di una barca, trainata con corde dagli stessi pescatori, vestiti con tradizionali pantaloni blu e magliette a strisce orizzontali, bianche e blu. La giornata di festa si conclude con spettacolari fuochi d’artificio, lanciati da un’imbarcazione a mare.

Il nucleo originario di Balestrate fu la piccola chiesa di Sant’Anna che, nel 1900, divenne una parrocchia: oggi è la Matrice. Vi consigliamo di esplorare il centro storico di questa piccola località, con i suoi edifici e le chiese, tra cui San Pietro, Sant’Anna e il Santuario della Madonna del Ponte. Meritevole di citazione è la necropoli di origine greca che ha dato alla luce numerosi reperti archeologici.

Spiagge di Balestrate

La Spiaggia di Balestrate è famosa per essere una lunga distesa sabbiosa. Un luogo che riesce a mantenere un fascino incontaminato, interrotto soltanto dal porticciolo del paese e dalla foce del fiume Jato. L’arenile è bagnato da un mare placido e cristallino. I fondali sono piuttosto bassi per parecchi metri, quindi sono perfetti per nuotatori meno esperti e per i bimbi.

Ci sono accessi al mare con spiaggia libera e altri con lidi. Gli stabilimenti balneari si trovano per lo più nei pressi della foce del fiume, a Cala della Forgia, mentre le strutture ricettive si concentrano a Forgitella. I circa 8 chilometri di costa offrono davvero molte opportunità per fare il bagno. Foto: Giuseppe MiloLicenza.

 

logo-img
La redazione di siciliafan.it si impegna contro la divulgazione di fake news. La veridicità delle informazioni riportate su siciliafan.it viene preventivamente verificata tramite la consultazione di altre fonti.
Questo articolo è stato verificato con:
    Chiedi la correzione di questo articoloValuta il titolo di questa notizia

    Articoli correlati