Anche I Leoni di Sicilia di Stefania Auci è pronto per diventare una serie tv. Sarà il regista Paolo Genovese a dirigere la fiction ambientata in Sicilia e dedicata alla saga della famiglia Florio.

I Leoni di Sicilia diventa fiction su Disney+

La casa di produzione Lotus Production ha annunciato i particolari della nuova fiction tratta dal bestseller I Leoni di Sicilia di Stefania Auci. Dopo le avventure ispirate da Andrea Camilleri e quelle nate dalla penna di Gaetano Savatteri, la Sicilia e le sue storie tornano ad appassionare il pubblico.

Per l’inizio delle riprese bisognerà attendere la primavera. Primo ciak a Palermo, anticipa La Repubblica, con riflettori puntati sul Villino Florio, il Teatro Massimo, Villa Igiea e il Grande Hotel delle Palme. Non mancherà, tra le location, Favignana, con la celebre tonnara che fece la fortuna economica di Paolo e Ignazio Florio. stando alle prime indiscrezioni, sarà una serie tv disponibile soltanto su Disney+ e Star.

Il cast e la storia

Ancora non si sa niente sul possibile cast de I Leoni di Sicilia. Le vicende raccontate nel fortunato libro e nel suo sequel «L’inverno dei Leoni», come è noto, ruotano intorno alla storia siciliana della dinastia imprenditoriale dei Florio, iniziata quando il calabrese Paolo Florio da Bagnara Calabra arrivò sull’Isola per cercare fortuna in compagnia del fratello Ignazio. Non ci resta che aspettare febbraio per ulteriori particolari.

«Sono molto orgogliosa – dice Stefania Auci – non vedo l’ora che vada in onda. So che ci saranno delle modifiche rispetto al testo, ma si tratta di cambiamenti che lasciano inalterata la congruità dei personaggi, della storia e del romanzo».

I Leoni di Sicilia trama

I Leoni di Sicilia” è un romanzo storico scritto da Stefania Auci, pubblicato nel 2019. Dopo il successo ottenuto, l’autrice ha scritto il seguito del romanzo, “L’inverno dei Leoni”, pubblicato nel maggio 2021.

Il libro si propone di raccontare le vicende della famiglia dei Florio, divenuta nella Palermo dell’800 una dinastia di armatori, imprenditori del vino, della conservazione del pesce, della ceramica, del turismo. Ogni capitolo, (ciascuno con un titolo iconico che richiama al tema portante: Spezie, seta, cortice, zolfo, pizzo, tonno, sabbia) si apre con un proverbio tipico siciliano.

La storia segue la vita del calabrese Paolo Florio. Dopo il disastroso terremoto che colpì la loro terra, partì da Bagnara Calabra nel 1799 alla volta della Sicilia, con il fratello Ignazio, la moglie Giuseppina e la nipote Vittoria. A Palermo aprì, in via dei Materassai, un’aromateria di spezie.

E proprio in quegli anni divenne importante il ruolo di Palermo e della Sicilia in generale. Con la conquista francese del regno di Napoli, l’isola divenne un crocevia in cui gli inglesi diedero avvio ad un commercio molto fiorente. Nel 1807 Paolo Florio muore, lasciando erede universale suo figlio Vincenzo, di soli 8 anni, affidato alle cure della madre Giuseppina.

Lo zio Ignazio forma la società “Ignazio e Vincenzo Florio” che prospera e si impone in città. Ingrandisce l’aromateria commerciando con mezza Europa, prospera nel commercio di zolfo, prende in gestione le tonnare di San Nicola e Vergine Maria nei pressi di Palermo. Acquista case e terreni dagli spiantati nobili palermitani, creano una loro compagnia di navigazione.

Nel 1828 muore anche Ignazio e quindi Vincenzo, che ormai ha 29 anni, assume la guida degli affari. La società “Ignazio e Vincenzo Florio” comincia a ricevere carichi navali da tutta Europa. Vincenzo Florio, giovanissimo, è ormai un ricco commerciante che tratta di tutto, come la lavorazione e produzione di tabacco, coltivazione del cotone.

Investe nel settore dei trasporti con battelli a vapore con piroscafi- tra questi, il Palermo- che coprivano enormi collegamenti giungendo perfino in America. Sviluppa la produzione del Marsala e del cognac sull’esempio degli inglesi Ingham e Woodhouse, rendendoli prestigiosi e conosciuti. Apre a Palermo la fonderia Oretea.

L’affitto della tonnara di Favignana dai Pallavicino di Genova, con un metodo rivoluzionario per conservare il tonno, sott’olio e in lattina, ne rilancia il consumo. Con la nascita del figlio Ignazio Florio, avuto dalla milanese Giulia Portalupi, si unisce a questa in matrimonio nel 1840 a Livorno dopo avere avuto anche due figlie illegittime: Angela e Giuseppina.

Con lei si trasferisce nella villa dei Quattro Pizzi all’Arenella, costruita dall’amico Carlo Giachery. Le vicende si intrecciano con quelle dell’isola, dalla rivoluzione siciliana del 1848 allo sbarco a Marsala di Garibaldi nel 1860. Il racconto termina con la morte di Vincenzo nel 1868.

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