Borgo Cavallaro, un mistero siciliano.

  • Tra i racconti siciliani più interessanti, ce n’è uno ambientato a Gaggi, comune in provincia di Messina.
  • Nella zona alta del paese, un tempo, vi era un caratteristico borgo chiamato Cavallaro.
  • Scopriamo la storia del borgo e i motivi per cui è avvolto dal mistero.

Facciamo tappa in provincia di Messina per fermarci a Gaggi, un comune il cui nome ufficiale era, fino al 1939, Kaggi. Proprio in questo territorio è possibile rintracciare un antico borgo, legato a una particolarissima leggenda. Nel territorio dell’antica Gaggi rientrava il Borgo Cavallaro, di proprietà del facoltoso marchese Giuseppe Barrile. Qui si trovava la Chiesa Madre, dedicata a Maria SS. Annunziata: era il luogo di culto più importante dell’intero comune, da custodire e preservare nel tempo. Proprio a quell’edificio sacro è legata la leggenda di cui vogliamo parlarvi.

La maledizione del marchese Giuseppe Barrile

Si racconta che, durante la costruzione della chiesa, tanti viandanti si fermavano nel percorso del pellegrinaggio verso la Madonna della Catena. Un giorno si fermò anche un’anziana signora dall’aspetto malconcio, che vide il marchese mentre dava ordini agli operai. La donna chiese del denaro al marchese, spiegando che le sarebbe servito per comprare pane e acqua lungo il tragitto. Il marchese non soltanto rifiutò, ma cacciò l’anziana in malo modo. La donna, allora, scagliò una maledizione contro di lui: chiunque avesse provato a completare la costruzione del campanile, sarebbe morto cadendo dallo stesso campanile. Dopo aver pronunciato la maledizione, proseguì il suo pellegrinaggio.

Di fronte a quelle parole, il marchese abbandonò il paese e fermò i lavori per la costruzione del campanile, che rimase per sempre incompleto. Gli abitanti del borgo Cavallaro, a loro volta, si spaventarono e per circa cinquant’anni nessuno vi abitò. Il marchese si trasferì a Palermo, ma non riuscì a sfuggire alla maledizione lanciata contro di lui. Nel corso di alcuni festeggiamenti religiosi, cadde dal campanile della Cattedrale, perdendo la vita. I lavori di costruzione della chiesa vennero ultimati nel 1930, per volere del marchese Giuseppe De Spuches e nell’anno successivo la chiesa fu aperta ai fedeli. Ancora oggi si racconta che l’anima del marchese Barrile si aggiri senza pace nel borgo di Cavallaro e che, nelle notti di luna, la si possa vedere cadere dal campanile.

Fonte: Strettoweb

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