A due passi dalla Scala dei Turchi: leggenda di Capo Rossello.

  • Alcune delle leggende siciliane più belle raccontano di amori sfortunati, ma sono ugualmente suggestivi racconti da leggere.
  • Tra le leggende agrigentine più famose, c’è quella che riguarda gli scogli di Capo Rossello, soprannominati ‘U Zitu e ‘A Zita, ovvero “il fidanzato e la fidanzata”.
  • A due passi dalla candida scogliera della Scala dei Turchi di Realmonte, prese vita la loro vicenda.

Non si finisce mai di scoprire le leggende della Sicilia. Ognuna delle province dell’isola custodisce antichi racconti avvolti dal mistero. Facciamo tappa nell’agrigentino, per raccontare una storia che ricorda quegli amori sfortunati alla Romeo e Giulietta (ma naturalmente in salsa siciliana). La leggenda di Capo Rossello è legata a due scogli conosciuti come ‘U Zitu e ‘A Zita, che emergono dal mare di Realmonte. Quella stessa Realmonte resa celebre dalla Scala dei Turchi. Scopriamo insieme le vicende di questi due amanti sfortunati: si dice che, ancora oggi, in momenti particolari si possano sentire i loro lamenti.

Si racconta Rosa, figlia del signore di Muntriali (nome dialettale di Realmonte), un giorno si innamorò di un giovane aitante e attraente, ma di umili origini. Peppe, questo il nome del giovane, ricambiò il suo amore. Incoraggiata dalla reciprocità del sentimento, Rosa affrontò il padre, confessandogli l’amore per Peppe. Il padre, visto il suo ceto più elevato, non solo si rifiutò di benedire l’unione, ma minacciò anche la figlia di rinchiuderla nel convento delle Suore Orsoline di Agrigento. La ragazza non si fece certo intimorire. Continuò a incontrare di nascosto Peppe e, ogni volta che lo lasciava, cadeva nello sconforto. Il padre, notando che la fanciulla era sempre più sciupata e triste, chiese l’aiuto di un medico. Il dottore appurò che la ragazza stava bene e le prescrisse solo delle passeggiate ristoratrici.

‘U Zitu e ‘A Zita di Capo Rossello

Quando incontrava Peppe, Rosa era sempre accompagnata dalla balia, fedele al padre e concorde nel non accettare l’unione. Un giorno, però, il padre scoprì tutto e decise di spedire rosa in un lontano convento palermitano. I due innamorati elaborarono allora un tragico piano. Dato che la vita voleva separarli, allora la morte li avrebbe uniti. Si diedero appuntamento a notte fonda e si buttarono insieme in mare, dalla punta di Monte Russello, mettendo fine alle loro esistenze. Qualche mese dopo la loro morte, secondo la leggenda, proprio dove si erano buttati, spuntarono due scogli. Quegli enormi massi, legati da una sottile lingua di roccia, divennero testimoni di un amore infelice. Nelle notti di luna piena, i pescatori che si trovino a passare dalle parti della Rocca Gucciarda, possono sentire il canto lamentoso di una donna. Le voci popolari vogliono che questa voce appartenga proprio a Rosa. Così la leggenda di Capo Rossello è diventata parte della realtà.

Foto: Tiberio Frascari

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