Occhio a utilizzare il cellulare alla guida. Negli Stati Uniti chi lo fa è già considerato pericoloso quanto chi beve troppo: i deputati dello Stato di New York hanno deciso di correre ai ripari con l’aiuto degli scienziati. Se verrà approvata la legge bipartisan in discussione in questi giorni, dopo l’alcol test arriverà presto nelle strade americane anche il Textalyzer, che misurerà il tasso messaggistico degli autisti.

In barba ai dati agghiaccianti, infatti, gli americani continuano bellamente a inviare messaggi e a usare Facebook, Instagram o Snapchat nel traffico cittadino. Il risultato, conferma l’analisi dell'autorevole "New York Times", è devastante: gli incidenti stradali, che da anni erano in calo, hanno subito una brusca impennata, quasi l’8% in più nel 2015. E il numero degli "autisti distratti", come li definisce Mark Rosekind, capo del Centro per la sicurezza delle autostrade USA, è in costante aumento.

Da qui l’idea di trattare i patiti del texting come degli ubriaconi. Almeno in una prima fase, i controlli avverrebbero in caso di incidenti stradali. Il poliziotto potrà chiedere la consegna del telefonino e utilizzare il Textalyzer per entrare nel sistema operativo e verificare le attività più recenti. Lo strumento è in grado infatti di terminare quando l’autista ha utilizzato il cellulare per inviare testi, email o altro. Il rifiuto di consegnare il prezioso strumento social prevede il ritiro immediato della patente.

E In Italia come funziona? Il codice prevede che chi usa il cellulare alla guida senza utilizzare la funzione vivavoce o l’auricolare (quindi che di fatto tocchi il telefonino con le mani, per parlare o anche per inviare testi e fare foto) è soggetto alla sanzione di una somma da 161 a 646 euro nonché alla decurtazione di 5 punti dalla patente di guida.