Centuripe, in provincia di Enna, ha origini molto antiche. A caratterizzare questa località è anzitutto la sua forma che, vista dall’alto, si presta a diverse interpretazioni. C’è chi ci vede un uomo adagiato e chi, invece, una stella marina. L’impianto cittadino sfrutta la sommità pianeggiante delle creste montuose, con strette stradine che si dipanano fino alla piazza principale, dove sorge la settecentesca Chiesa Madre. Quel che è certo è che questo territorio racchiude millenni di interessante storia.

Sarebbe stata fondata da Siculi, come testimonia il rinvenimento un Askoi (cioè un vaso molto diffuso in Grecia e in Italia), del sesto secolo a.C.. L’origine del nome, invece, dovrebbe risalire alla colonizzazione greca di Kentoripa del quarto secolo a.C..

Il paesino è stato in passato un importante punto strategico sulla via di comunicazione tra la piana di Catania e le montagne dell’interno. Nell’epoca romana godette di grande prosperità economica e Cicerone la definì una delle città più fiorenti della Sicilia. I resti monumentali della zona archeologica risalgono al periodo romano.

Sicuramente da visitare a Centuripe il Tempio degli Augustali e due tombe monumentali a torre (una è conosciuta come “Dogana”, l’altra come “Castello di Corradino”). Interessante anche il Foro, di cui è possibile ammirare i resti, così come una casa ellenistica, che presenta al suo interno alcuni resti di pitture parietali e un mosaico a soggetti geometrici. Nella parte nord-occidentale del paese ci sono i resti di un ninfeo, sospeso sul vallone di un torrente, dove un tempo probabilmente prendevano vita splendidi giochi d’acqua.

Centuripe comunque, è universalmente nota nella letteratura archeologica per due prodotti dell’artigianato artistico di epoca ellenistica e precisamente per la produzione di statuette di terracotta e di vasi policromi.

Foto di Dario Luca