Un gioiello nelle Madonie

  • Chiesa di San Michele Arcangelo di Isnello.
  • Un trionfo di stucchi, con un pregiato soffitto ligneo.
  • Notevole anche la tela che ritrae i “Diecimila martiri“.

Il territorio delle Madonie è celebre per il suo patrimonio naturalistico ma, oltre ai boschi e al suo strepitoso verde, c’è molto altro da vedere. I borghi del comprensorio madonita, infatti, racchiudono molti tesori e vantano una storia che merita di essere approfondita. Oggi ne visitiamo uno, per conoscere meglio una chiesa di cui pochi sanno parlare. Al suo interno, questo edificio religioso è un vero scrigno di gemme preziose. Non indugiamo oltre: procediamo con la scoperta di un luogo straordinario.

Chiesa di San Michele Arcangelo di Isnello, meraviglia madonita

La Chiesa di San Michele Arcangelo di Isnello può davvero definirsi una piccola gemma. Isnello ha origini molto antiche, come testimoniano diverse tracce ritrovate nelle grotte del suo territorio. Fu già abitato in epoca bizantina e, in epoca araba, venne inglobato nella Val Demone. Divenne feudo di tante casate nobiliari, tra cui gli Abbate, i Ventimiglia, i Filangeri e i Santacolomba. Proprio questi ultimi ottennero da Alfonso il Magnanimo il “mero e misto imperio” sulle loro terre.

Ebbe inizio in quel periodo una vivace fase di sviluppo urbanistico, che vide sorgere alcuni bellissimi monumenti e le chiese più belle che caratterizzano la cittadina. Nel nucleo più antico del paese (Terravecchia) troviamo la Chiesa di San Michele. All’interno è ricca di stucchi, attribuiti a Giacomo Messina e alla sua scuola. Vi è anche una tela che raffigura i Diecimila Martiri: in origine venne attribuita allo Zoppo di Gangi, ma poi è stata riconosciuta come opera di Martino Russitto. E questo è solo l’inizio.

Uno dei più bei soffitti lignei del tempo

Entrando in chiesa, si rimane senza parole per la bellezza delle opere di intaglio ligneo. In particolare, il soffitto a capriate, dipinto, è un’opera straordinaria. La copertura è ritenuta originaria ed è riconosciuta come uno dei più bei soffitti lignei del tempo. Nella parte della navata centrale è composto da otto capriate, unite dalla carena. Gli spioventi presentano una suddivisione in riquadri e cassettoni (9 per ogni riquadro). I puntoni sono sostenuti da mensole scolpite. Le pitture che lo coprono, di gusto barocco, risalgono al Settecento.

Artigianato e maestria Madonita

Nella navata centrale c’è un dipinto tra decorazioni fitomorfe e puttini: riporta il motto di San Michele, “Quis ut Deus“, cioè “Chi è come Dio”, oltre alle due lettere simbolo del Cristo, cioè Alfa e Omega. Nella Chiesa di San Michele Arcangelo di Isnello ci sono anche altre opere lignee. Si tratta dei reliquiari a busto delle Sante Lucia e Agata, della statua di San Michele Arcangelo, del Crocifisso ligneo, del pulpito, dell’organo, degli stalli corali e dell’altare maggiore.

La statua di San Michele Arcangelo lo rappresenta nel momento della gloriosa vittoria. Una differenza, rispetto alle classiche rappresentazioni, che lo vedono quasi sempre nell’atto di uccidere Satana. La statua di S. Michele Arcangelo è posta sopra il tabernacolo (attribuito a Pietro Bencivinni) dell’altare maggiore. Questa è un’altra meravigliosa opera lignea, ma di epoca tardo settecentesca.  Sopra un altare, nella parete destra della chiesa, c’è il crocifisso attribuito per tradizione a Frate Umile da Petralia, datato 1627. In fondo alla chiesa si trova un pregevole organo, opera forse di Antonino la Valle, organaro insigne del 1600. Gli stalli lignei, un secondo crocifisso e tante altri oggetti (opere di maestranze locali), completano questa incredibile bellezza. Foto: Città Metropolitana di Palermo.

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