La tradizione della Cialoma.

  • Un canto del passato che, ancora oggi, riecheggia nella storica ex Tonnara Florio.
  • Veniva intonato da tonnaroti di Favignana, per mantenere lo stesso ritmo durante la mattanza.
  • Ecco cosa sono le Cialome.

Quando si pensa al tonno fresco pescato in Sicilia, si pensa immediatamente all’isola di Favignana. Questo piccolo gioiello delle Egadi è “patria” del tonno del Mediterraneo. La mattanza appartiene a questi luoghi, è una tradizione antica e radicata. A lungo, la tonnara ha rappresentato la principale fonte dell’economia locale. La pesca del tonno non è una semplice azione che si compie in modo meccanico, bensì un vero e proprio rituale. La mattanza è un’operazione sofferta e vissuta e la vita dei tonnaroti di Favignana non era certo facile.

Oggi rimangono tanti ricordi delle antiche usanze e, tra questi, c’è un canto che si chiama Cialoma. ‘A Cialoma deriva da antichissimi canti popolari arabi: serviva a scandire il ritmo dei tonnaroti, affinché si muovessero in modo sincronico. Intonavano le Cialome prima, durante e dopo la mattanza del tonno. Questi canti mescolano sacro e profano: hanno la forza dei canti rituali e propiziatori e, sentendoli ancora oggi, fanno venire la pelle d’oca. Quando si visita l’ex tonnara Florio di Favignana è possibile sentire ancora intonare la Cialoma dal vivo. A cantare è u zu’ Peppe, cioè Giuseppe Giangrasso, custode dello stabilimento, che ricorda alla perfezione le note.

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