Cosa fare a Lampedusa? L’isola è la più estesa dell’arcipelago delle Pelagie, quindi delle isole siciliane. Il nome, nell’antichità, era Lopadùsa. Tanti turisti decidono di visitarla ogni anno, anzitutto per la sua natura a tratti incontaminata. Il mare cristallino, circondato da rocce e paesaggi mozzafiato, offre un perfetto mix di relax e scoperta. A questo si aggiunge anche una storia importante, che affonda le radici nella Preistoria. Ma iniziamo dal patrimonio naturalistico.

Natura e spiagge: cosa fare a Lampedusa

La Riserva Naturale Orientata Isola di Lampedusa si estende per circa 350 ettari e include specie animali e vegetali, nonché habitat rari. Vi sono numerosi valloni che sfociano nel mare, generando piccole insenature sabbiose. Parlando delle spiagge di Lampedusa, iniziamo dalla più famosa: la Spiaggia dei Conigli. Eletta la più bella d’Italia e unica italiana presente nella classidfica delle spiagge più belle del mondo, è un paradiso, con acqua cristallina e sabbia dorata.

Lampedusa nella foto di Antonio Palmeri

Notevole è anche la spiaggia di Cala Pulcino, cui si arriva dal Vallone della Forbice. Tra le spiagge più apprezzate vi sono Cala Croce, Cala Creta, Sciatu Persu Cala Guitgia, La Tabaccara e Cala Pisana.

Archeologia e passato

A Lampedusa non sono mancati studi archeologici e scavi, che hanno portato alla luce strutture appartenenti a epoche diverse, dal Neolitico all’età Romana, a quella Bizantina. Notevoli i “timpuna“, anche chiamati “cerchi di pietra”, raggruppati come piccoli insediamenti. Ve ne sono a Capo Grecale, tra Punta Parrino e Punta Alaimo, nelle località Imbriacole e Poggio Monaco. Qualcuno è presente anche a Capo Ponente.

Questi cerchi sono legati ad alcuni misteri, a proposito della loro funzione originaria. Secondo gli studiosi, infatti, avrebbero potuto essere unità abitative o funerarie, oppure strutture legate all’agricoltura o alla raccolta e canalizzazione dell’acqua piovana, oppure recinzioni di giardini. Vi sono anche alcune tesi più suggestive, che ne collegano la disposizione alla forma delle costellazioni.

Rimanendo in tema archeologico, segnaliamo che il Vallone di Cala Madonna è un’area molto antica, un luogo sacro che vide uomini di culture e religioni diverse. Le grotte di questa zona, probabilmente, erano frequentate già nella Preistoria.

La cisterna piovana che viene utilizzata ancora oggi, invece,, potrebbe risalire all’epoca Romana. Andando avanti nel tempo, le antiche grotte furono abitate agli inizi del 1800 da Maltesi, che le ampliarono e costruirono mulini e un forno.

Cosa fare a Lampedusa: luoghi di interesse

Tanti visitatori apprezzano anche il Centro di Recupero Tartarughe e Fauna Selvatica del WWF, che si prende cura di tanti teneri esemplari. È un modo per unire l’utile e il dilettevole, che consente di conoscere l’Isola da un punto di vista educativo e particolare. Tra i siti d’interesse, il più apprezzato è l’Archivio Storico di via Roma. Ancora, non può mancare una tappa al Santuario di Nostra Signora di Lampedusa, al Faro di Capo Grecale e alla Porta d’Europa.