Quando si parla di mare in Sicilia, l’imbarazzo della scelta è sempre dietro l’angolo. Eppure, nel 2026, c’è un nome che spicca più degli altri in una classifica nazionale che conta: Custonaci, piccolo borgo del Trapanese incastonato tra la riserva naturale di Monte Cofano e le cave di marmo più celebri dell’isola, è l’unico comune siciliano a ricevere una menzione speciale nell’ambito del prestigioso riconoscimento firmato da Legambiente e Touring Club Italiano.
Il premio è collegato alla seconda edizione della “Venice Climate Week – Planet Aqua, Planet Peace”, la manifestazione internazionale dedicata alla rigenerazione ecologica, alla resilienza climatica e alla diplomazia ambientale. Una cornice di grande prestigio per un risultato che tutta la Sicilia può festeggiare.
Cos’è il riconoscimento “Cinque Vele” e perché conta
La Guida al Mare più Bello di Legambiente e Touring Club Italiano è uno strumento ormai consolidato nel panorama del turismo sostenibile italiano. Ogni anno, centinaia di comuni costieri vengono analizzati sulla base di parametri rigorosi: qualità delle acque, pulizia delle spiagge, servizi offerti, tutela del paesaggio, politiche ambientali adottate dall’amministrazione locale e promozione del turismo responsabile.
Il punteggio massimo – Cinque Vele – è assegnato solo alle realtà che eccellono in tutti gli ambiti. Ma nel 2026 Legambiente ha voluto andare oltre, identificando otto comuni italiani meritevoli di una targa con menzione speciale: località che non solo brillano per la qualità del loro mare, ma che rappresentano veri e propri modelli di governance costiera e innovazione progettuale.
Custonaci è una di queste.
Il riconoscimento è stato attribuito, spiegano i vertici nazionali di Legambiente, per “l’importante lavoro di rivalutazione dell’identità culturale e del patrimonio materiale e immateriale, per i progetti di sviluppo del turismo sostenibile e di protezione ambientale e, infine, per il percorso di innovazione progettuale che il comune ha già intrapreso”.
Gli 8 comuni premiati: Custonaci è l’unica voce siciliana
La cerimonia di premiazione vede protagonisti otto comuni italiani selezionati da Legambiente come modelli virtuosi di gestione ambientale e turistica. Insieme a Custonaci, riceveranno la targa con menzione speciale:
- Bacoli (Campania) – sul Golfo di Pozzuoli, tra crateri vulcanici e laghi costieri
- Baunei (Sardegna) – nel cuore dell’Ogliastra, custode del Golfo di Orosei
- Custonaci (Sicilia) – nel Trapanese, tra Monte Cofano e il mare cristallino della costa occidentale
- Jesolo (Veneto) – la grande stazione balneare adriatica che punta alla sostenibilità
- Molveno (Trentino) – lacustre, incastonato tra le Dolomiti di Brenta
- Otranto (Puglia) – la città più orientale d’Italia, affacciata sul Canale d’Otranto
- Pollica (Campania) – nel Cilento, patria della Dieta Mediterranea
- Spotorno (Liguria) – nella Riviera di Ponente, tra spiagge e mare trasparente
Un’Italia costiera e lacustre che dimostra come il binomio bellezza-sostenibilità non solo sia possibile, ma stia già diventando realtà concreta in molte parti del Paese. E la Sicilia, con Custonaci, porta alta la sua bandiera.
Custonaci, dove il mare incontra la storia e la natura
Chi ha avuto la fortuna di visitare Custonaci lo sa: questo è un angolo di Sicilia che sembra ancora capace di stupire. Le acque del litorale, con quella trasparenza che vira dall’azzurro al verde smeraldo, raccontano di fondali integri e di una costa che ha saputo resistere alla speculazione selvaggia.
Ma Custonaci non è solo spiagge. Il Parco Naturale Regionale di Monte Cofano – con la sua rocca calcarea che precipita a picco sul mare – offre paesaggi di rara bellezza, habitat protetti e sentieri che portano fino a grotte preistoriche. Le stesse cave di marmo che circondano il paese, il cosiddetto “perlato di Sicilia”, testimoniano una storia millenaria di rapporto tra uomo e territorio.
La voce del sindaco Fabrizio Fonte
Il primo cittadino di Custonaci ha accolto il riconoscimento con soddisfazione e gratitudine, ma anche con la consapevolezza di quanto ancora ci sia da fare.
“Ringrazio Legambiente – ha dichiarato il sindaco Fonte – per aver apprezzato il percorso amministrativo verso una sempre maggiore sostenibilità, con una serie di interventi per restituire bellezza, funzionalità e nuovi spazi di socializzazione alla nostra comunità e ai visitatori che restano sempre affascinati dall’integrità del paesaggio e dalla qualità del mare.”
Una dichiarazione che dice molto sull’approccio di Custonaci: non un trionfalismo fine a se stesso, ma la consapevolezza di essere parte di un cammino lungo, fatto di scelte quotidiane, investimenti continui e visione a lungo termine.
La Regione: “Un modello per tutta l’isola”
Il premio a Custonaci ha trovato un eco immediato anche nelle istituzioni regionali. L’assessore regionale al Territorio e all’Ambiente, Giusi Savarino, ha commentato il riconoscimento sottolineandone il valore strategico per tutta la Sicilia.
“Il riconoscimento conferito da Legambiente e Touring Club Italiano alla città di Custonaci – ha dichiarato Savarino – rappresenta il giusto premio per un percorso fondato su politiche attente di gestione ambientale e di valorizzazione del territorio costiero. Come assessorato abbiamo sostenuto, e continueremo a sostenere, la tutela del patrimonio naturalistico e paesaggistico, nella consapevolezza che la salvaguardia delle risorse naturali costituisce una priorità strategica per lo sviluppo della nostra Isola.”
L’assessore ha anche evidenziato come il risultato sia frutto della collaborazione tra livello regionale e comunale: “Quando le istituzioni collaborano con una visione condivisa e una buona capacità amministrativa, i risultati arrivano e vengono riconosciuti anche a livello nazionale.”
La sfida, ha concluso Savarino, è quella della transizione ecologica: “Richiede interventi concreti capaci di coniugare crescita, sostenibilità e tutela del patrimonio paesaggistico e marino. È in questa direzione che occorre continuare a investire, promuovendo modelli di sviluppo in grado di guardare al futuro con responsabilità, visione e attenzione alle nuove generazioni.”
La Venice Climate Week: il palcoscenico internazionale
La scelta di Venezia come sede della premiazione non è casuale. La città lagunare, da sempre simbolo della vulnerabilità dei territori costieri ai cambiamenti climatici, ospita dal 3 all’8 giugno 2026 la seconda edizione della “Venice Climate Week – Planet Aqua, Planet Peace”: un calendario fitto di eventi sulla rigenerazione ecologica e la diplomazia climatica, con la partecipazione di esperti, amministratori e rappresentanti istituzionali da tutta Italia e dall’estero.
In particolare, l’Università Iuav di Venezia ospita una giornata dedicata al ruolo delle città e delle istituzioni locali nella sfida ai cambiamenti climatici, con tavoli operativi su adattamento territoriale e governance delle cosiddette “Blue Communities” – le comunità costiere impegnate nella gestione sostenibile delle risorse ambientali e marine.
È in questo contesto che Custonaci riceverà la propria targa: un palcoscenico internazionale che trasforma un riconoscimento locale in un messaggio universale. La Sicilia, ancora una volta, al centro del Mediterraneo e del dibattito sul futuro del pianeta.
Perché questo premio conta per tutta la Sicilia
In un’isola circondata da oltre 1.500 chilometri di coste, il mare è da sempre identità, economia, cultura e orgoglio. Eppure non sempre la gestione di questo patrimonio è all’altezza della sua straordinaria bellezza.
Il riconoscimento a Custonaci dimostra che un altro modello è possibile: che si può investire nella tutela dell’ambiente senza rinunciare allo sviluppo, che si può accogliere i turisti preservando l’integrità del paesaggio, che si può costruire una comunità più vivibile per i residenti valorizzando ciò che la natura e la storia hanno lasciato in eredità.
È una lezione preziosa per tutta la Sicilia. E la speranza è che il riconoscimento di Legambiente non rimanga un traguardo isolato, ma diventi l’inizio di un percorso che coinvolga sempre più comuni dell’isola.
Il mare siciliano lo merita. E i siciliani, anche.
