Foto di Roberto CattonaL’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) afferma: più di un terzo dei Siti dell’Umanità è a rischio; l’Etna è tra tutti il meglio conservato.

Il rapporto dell’ente di controllo internazionale che si occupa di tutelare la natura, ha dunque stabilito che più di un terzo dei Patrimoni naturali iscritti nella nota lista UNESCO, sono a rischio di significative minacce da parte di diverse cause: dal bracconaggio alla crescita incontrollata di alcune specie, vegetali o animali, fino al cambiamento climatico.

Cause che hanno portato alcuni tra i più importanti siti paesaggistici del mondo, ad essere considerati in urgente necessità di un aiuto sostanziale.
Proprio in occasione del Congresso Mondiale dei Parchi, svoltosi a Sydney, l’ente che si occupa di conservazione e protezione ambientale a livello internazionale, fa sapere come sia l’Italia l’unica nazione i cui “Patrimoni dell’Umanità” possano considerarsi in buono stato, come l’Etna, e solo alcuni hanno riscontrato preoccupazioni di lieve entità, come le isole Eolie o le Dolomiti.

Il vulcano più alto d’Europa è entrato nell’elenco dei World Heritage Sites solo nel 2013, in occasione della XXXVII Sessione del Comitato UNESCO tenutasi a Phnom Penh, in Cambogia.
Ma l’Etna è in realtà protetto fin dal 1987, quando venne istituito il primo parco della regione siciliana.
Quasi 60.000 ettari di specie tipiche del luogo, sia vegetali che animali, godono, fin dalla fine degli anni Ottanta, di protezione e tutela; insieme ad alcune particolari formazioni geologiche, come il terreno in pietra lavica formatosi attorno al cratere o la Grotta del Gelo, la nota cavità che non super mai i 0 °C.

Ma alle pendici dell’Etna sono molti anche i prodotti che, conseguentemente alle caratteristiche peculiari degli alimenti che vengono coltivati sul territorio, godono del titolo di ‘protetti’; come il vino Nerello, D.O.C. della zona pedemontana, a cui si associano le fragole di Maletto, il pistacchio di Bronte, che solo in quest’area cresce vivace e spontaneo, e la ‘tabacchiera dell’Etna’, il noto tipo di pesca dalla forma piatta ed ovulare, Presidio Slow Food del territorio etneo. Ad essi si vanno ad aggiungere anche la nota ciliegia rossa dei comuni di Milo, Sant’Alfio, Mascali e Giarre, e le noci e noccioline di alta quota, che vengono coltivate anche nel paese di Piedimonte Etneo.

Ad essere in pericolo, secondo l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN), sono il 29% dei luoghi naturali ritenuti tra i più belli al mondo, mentre l’8% di essi è addirittura in grave pericolo; tra questi rientrano la foresta pluviale indonesiana, e la East Rennell, la parte più meridionale dell’omonimo atollo appartenente alle isole Salomone: 86 chilometri per 15 di specie endemiche, anche marine, bagnate dalle acque dell’Oceano Pacifico Occidentale. Il sito è nella lista dei luoghi a rischio già dal 2013, e insieme ad esso anche i parchi Virunga National, nella Repubblica democratica del Congo, e il noto Parco Nazionale delle Everglades, in Florida.

Autore | Enrica Bartalotta