01A Santa Croce Camerina fiori bianchi, il rintocco delle campane e il rumore attutito dei passi dei presenti; tutto attorno il silenzio. Oggi anche il sole ha fatto capolino dalle nuvole per dare l’estremo saluto al piccolo Loris.

Presso la chiesa intitolata a San Giovanni Battista ci sono proprio tutti; non solo la cittadinanza accorsa in massa ma simbolicamente anche la provincia iblea e tutta l’Italia, ancora scossa dalla vicenda del piccolo Loris Stival, che per il momento non sembra essersi risolta, neanche con la formalizzazione delle accuse alla madre, Veronica Panarello, grande assente di questa giornata.

La madre di Loris è infatti ancora in carcere a Catania, dopo la convalida del fermo decisa dal Gip di Ragusa la settimana scorsa; sul suo capo pende l’accusa di omicidio. Nonostante questo però, le indagini non si sono ancora fermate, si cercano infatti prove schiaccianti di colpevolezza perché quelle portate al momento dall’accusa sono solamente indiziarie.

Veronica è però presente al funerale lo stesso; sul necrologio anche lei partecipa al dolore insieme al padre, Davide Stival, che oggi ha portato a spalla il piccolo feretro con dentro il corpicino di suo figlio, e il fratello Diego, più piccolo.

Assieme a lui anche i cugini e il resto della famiglia, sui manifesti che affissi in città ricordavano a tutti la triste ricorrenza, in una così bella giornata. I parenti e gli amici più stretti di Loris e degli Stival, sono stati gli unici a poter accedere alle esequie di oggi.

Per volere dei genitori e delle persone più care al nucleo famigliare, reporter e fotografi sono stati lasciati fuori dalla chiesa; i funerali si sono tenuti dunque in forma strettamente privata, anche grazie all’intervento di un nutrito cordone di polizia a fare da protezione.

Per il piccolo, ritrovato in un canalone di Santa Croce Camerina lo scorso 29 novembre semi-vestito, sul sagrato della chiesa sono stati lasciati fiori bianchi, qualche palloncino e alcuni peluche, dagli amici e da chi lo conosceva; ma anche da chi, semplicemente, è stato scosso dalla vicenda.

Tra gli omaggi floreali spicca su tutti, quello a forma di cuore della sua mamma, accompagnato da un nastro bianco e una semplice scritta con dedica: “la mamma, Veronica”.
Durante i funerali il Vescovo, monsignor Paolo Urso, condanna apertamente il fatto con voce ferma e parole chiare.

Attraverso alcuni passi dell’Antico Testamento e le parole di Benedetto XVI, monsignor Urso si rivolge alla cittadinanza grazie ai due altoparlanti posti ai lati dell’edificio religioso: «Una notizia tremenda. Un fatto assurdo. Un gesto disumano», di cui l’alto prelato era stato informato semplicemente, tramite i due laconici sms di un amico, proprio mentre si apprestava ad un ordinazione presbiteriale a Toledo, in Spagna, insieme ad un gruppo di vittoriesi.

«Un bambino non può morire così», ha continuato durante la sua omelia, dichiarando come, in casi come questi, ogni morte è uguale all’altra e ogni morte genera gli stessi dubbi, domande e dilemmi.

Autore | Enrica Bartalotta

Foto: www.lasicilia.it