Ducrot, ascesa e declino del mobilificio palermitano dei primi del ‘900, produttore di arredi in stile liberty disegnati dall’archBasile. Nel 1902, Vittorio Ducrot, nato a Palermo da genitori francesi, trasforma il laboratorio di falegnameria artistica del patrigno, in un mobilificio moderno con la direzione artistica dell’arch. Ernesto Basile. La fabbrica diventa in breve tempo una delle più famose d’Europa. La Ducrot, attenta alle nuove correnti artistiche, introduce la novità di un ufficio tecnico, proponendo al mercato un mix tra arte e produzione industriale.

I mobili in stile liberty disegnati da Basile, permettono la produzione in serie, e la disponibilità per un pubblico più vasto. La fabbrica inoltre è organizzata in diversi reparti specializzati in grado di gestire anche le commissioni più complesse.

Gli arredi Ducrot sono utilizzati in diversi progetti di Basile tra cui la Villa Igiea, il Villino Florio, Villa Basile, la Palazzina Deliella. Importanti anche gli allestimenti alberghieri come quelli del Grand Hotel San Domenico di Taormina. Numerose inoltre le forniture di prestigio, il Castello Utveggio di Palermo, la Cassa Centrale di Risparmio Vittorio Emanuele, l’ala nuova di palazzo Montecitorio a Roma e il Gran Caffè Faraglia di piazza Venezia.

Nel 1907, il successo artistico e commerciale della fabbrica palermitana è decretato dalla quotazione in borsa a Milano. L’incalzante escalation della Ducrot continua fino agli anni ’30. La fabbrica conta 40 capannoni in 55.000 mq nell’area della Zisa, quasi 2500 dipendenti e diverse succursali in tutta Italia.

Durante la prima guerra mondiale, in collaborazione con la famiglia Florio, la Ducrot apre una breve parentesi anche come fabbrica di aerei e di idrovolanti. Nel 1939 i capannoni della Zisa passano in mano ad un gruppo genovese. Negli anni del secondo dopoguerra, il clima di austerità, il calo delle commesse ed un’eccessiva esposizione bancaria, decretano il declino della Ducrot, che comunque continua l’attività, con alterne fortune, fino agli anni ’70.

In anni più recenti infine, l’area dell’ex fabbrica Ducrot, è stata parzialmente riqualificata dal Comune di Palermo che l’ha destinata a sede di attività e manifestazioni culturali.