Il viaggio alla scoperta della Sicilia ci porta oggi a Palermo, nella zona denominata Romagnolo. Perché abbiamo deciso di fermarci proprio qui? Il motivo è presto detto: vogliamo raccontarvi perché Romagnolo si chiama così. Ci troviamo in un’area che costeggia il mare, le cui origini sono decisamente antiche. I primi documenti che la riguardano sono custoditi all’Archivio di Stato di Palermo e, tra questi, c’è una pergamena del 1155.

Con quel documento, Guglielmo I conferma le donazioni conferite dal padre Ruggero all’Ospedale San Giovanni dei Lebbrosi. Vi sono anche molte altre testimonianze, conservate nei più importanti archivi della città.

Romagnolo e la Zè Sciavera

Prima di avere il nome con il quale la conosciamo oggi, Romagnolo era denominata Zè Sciavera (Zia Sciaveria), dal nome di un’intraprendente donna che convertì una solitaria spiaggia in un ameno ritrovo. L’osteria di Zè Sciavera viene descritta così da Giuseppe Pitrè:

“La novità dell’impresa, l’amenità del sito, fronteggiato a sinistra dal Pellegrino, lambito di fronte dalle acque del golfo, guardato a destra dalla batteria del Sagramento, dalla torre dei Corsari, dal castello di Ficarazzi, che guida l’occhio verso la montagna di Solunto; e dietro e intorno coronati dai monti Grifone, Gerbino e Gibilrossa, ne facevano la grande attrattiva giornaliera d’ogni persona che avesse voglia di passare qualche ora spensieratamente divertita. Era nata appena ed era già celebre, ed a frotte vi andavano d’ogni classe persone; giacché Zè Sciaveria era un posto buono per tutto. Poeti superiori come il Meli, mediocri come il Melchiorre ne decantavano le meraviglie”.

Il luogo era molto vivace e frequentato, e non mancavano né movimento né allegria. Dato che vi erano dei padiglioni separati da tende, i clienti riuscivano ad avere la loro privacy per eventuali incontri amorosi. Nell’Ottocento, la borgata assunse una fisionomia diversa e prevalsero le attività della pesca e dell’agricoltura.

Ma ecco perché Romagnolo si chiama così.

Il nome si deve alla villa del Senatore Corrado Romagnolo che fu eretta sul luogo. Proprio di fronte, il Senatore fece costruire un anfiteatro con gradini, al centro del quale fu posta una statua di Maria Santissima Immacolata. Il tratto di strada assunse il nome di via Colonnetta, proprio per la presenza di quell’anfiteatro.

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