La riserva di caccia voluta dall’Imperatore.

  • Federico II aveva grande interesse nei confronti dei fenomeni naturali, quindi era solito interessarsi allo studio delle scienze per scegliere le sue riserve di caccia e i luoghi in cui edificare castelli.
  • La foresta Birribaida si estendeva da Campobello di Mazara fino a Menfi.
  • Abbracciava, dunque, territori del Trapanese e dell’Agrigentino.

Federico II di Svevia fu una delle figure più importanti e significative della storia della Sicilia. Tra i tanti motivi per i quali viene ricordato, oggi vogliamo citarne uno un po’ particolare: un bosco utilizzato come riserva di caccia, ma non solo. La foresta Birribaida si estendeva da Campobello di Mazara, nel Trapanese, fino a Menfi, nell’Agrigentino. L’imperatore la volle come riserva per la caccia, ma anche per accogliere i diversi ordini monastici con i quali collaborava e che lo supportavano. Si trattava si una distesa di querce da sughero, alberi di carrubo e un sottobosco ricco e fitto. La natura incontrava la storia, tra latomie, l’attuale Parco Archeologico di Selinunte e la valle del fiume Belice, fino ad arrivare nell’agro di Menfi.

Foresta Birribaida, ieri e oggi

Oggi di quella foresta resta quasi soltanto il ricordo. I terreni sono stati riconvertiti a uliveto e vigneto. Gli unici resti della foresta Birribaida si trovano in una delle macchie di bosco ancora fitta di vegetazione, in contrada Bresciana a Castelvetrano. Si tratta di 1,6 ettari di querce da sughero: a tutelare ciò che resta del bosco è la famiglia Asta, proprietaria dal 2005. Questo è ciò che rimane dell’antica foresta di Federico II: querce da sughero, lentisco, biancospino, alberi di pero mandorlino, olivi selvatici, sorbi, meli selvatici e vegetazione da sottobosco. Nel corso dei secoli la stessa natura ha provveduto a rigenerarsi: le querce, negli anni, sono cresciute rimpiazzando quelle che nel frattempo erano morte. In questo territorio ricadevano anche tre castelli: la turris Burgimillus (a Menfi), castrum Bellumreparum (a Campobello di Mazara) e il castrum Bellumvider (a Castelvetrano)”.

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