Storia e leggende del Monte San Calogero di Sciacca.

  • Quando si va alla ricerca delle migliori riserve naturali della Sicilia, non si può non fare tappa sul Monte Kronio.
  • A circa 7 chilometri da Sciacca si trova infatti una montagna che ha davvero molto da raccontare.
  • Scopriamo insieme cosa la rende unica e perché è, ancora oggi, avvolta dal mito.

La Sicilia è davvero speciale. La storia antica si mescola con la leggenda e gli edifici più preziosi del passato convivono in perfetta armonia con i capolavori della natura. Tra le aree naturalistiche più interessanti della nostra isola, c’è sicuramente quella del Monte San Calogero di Sciacca, chiamato anche Monte Kronio. Prima di procedere, facciamo una necessaria precisazione: non va confuso con il Monte San Calogero che si trova in provincia di Palermo).

La montagna di Sciacca si compone prevalentemente da calcare e sorge a circa 7 chilometri di distanza dalla celebre cittadina dell’Agrigentino. Il nome deriva dalla credenza popolare secondo cui, dentro una delle grotte del monte, avrebbe trovato ritiro San Calogero, il Santo più celebre della provincia di Agrigento. Sempre all’interno della riserva ricadono il santuario di San Calogero (datato 1530), un antiquarium con vari reperti delle zone limitrofe e diverse grotte naturali di origine carsica, che sprigionano vapore. Proprio le grotte costituiscono un unicum: adesso scopriremo perché.

Grotte del Monte Kronio

Come abbiamo anticipato, le grotte del Monte San Calogero di Sciacca sono davvero particolari: uniche del loro genere in Europa, hanno una presenza costante di aria calda sulfurea di origine vulcanica. Quest’aria si sprigiona dal sottosuolo e all’interno la temperatura oscilla tra i 36 e i 42°C. L’aria e i vapori saturi di sali sulfurei che si respirano all’interno delle stufe, oggi sede di un importante complesso termale, sono famosi fin dai tempi dei greci per curare malattie respiratorie e reumatiche. Le principali grotte sono le Stufe di San Calogero, la Grotta Cucchiara, la Grotta del Lebbroso, la Grotta del Gallo e la Grotta Mastro. Sarebbe stato il celebre Dedalo a provvedere a convogliare i vapori bollenti, in modo da poterli utilizzare. Il monte viene chiamato anche Kronio, perché secondo la leggenda questi era la dimora della divinità greca Crono (padre di Zeus).

Il vino più antico d’Italia e l’Acqua Santa

Nel 2017, dall’interno del complesso delle grotte, sono emerse antiche maioliche, fra cui una giara in cui erano presenti tracce di un vino di 6000 anni fa e perciò classificabile come vino più antico d’Italia. Il patrimonio idrominerale di Monte Kronio, ad oggi non del tutto sfruttato, è tra i più ricchi e completi al mondo. Tra le diverse tipologie di acque (sulfuree, bicarbonato-alcaline, salsobromoiodiche, medio minerali, ecc.) quella che dagli abitanti locali veniva chiamata “Acqua Santa” (di natura bicarbonato-alcalina) è scomparsa nel 1968 in seguito al terremoto della Valle del Belice.

Foto: magalibobois

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