C’è un dolce della tradizione siciliana che mette in difficoltà chiunque provi a descriverlo. Si presenta liscio, lucido e scuro come una crema al cioccolato. Si taglia a fette come una torta. Ma non è cotto al forno, non contiene uova, non contiene burro e non viene congelato. Il suo nome, in siciliano, è semplicemente “gelo“: una preparazione che si rapprende grazie all’amido di mais, senza passare né dal forno né dal freezer.
A differenza del budino, che deve gran parte della sua struttura a uova e latte, il gelo si addensa esclusivamente con amido di mais e acqua. E a differenza del semifreddo, non è mai stato in un congelatore: si conserva e si serve a temperatura di frigorifero, con una consistenza che ricorda più una gelatina compatta che una crema montata. Il risultato è un dolce al cucchiaio leggero, intensamente cioccolatoso, e per giunta naturalmente senza glutine e senza lattosio.
Le origini di un dolce che la Sicilia porta in tavola da generazioni
I geli appartengono alla grande famiglia dei dolci al cucchiaio siciliani, una categoria che comprende anche varianti storiche come il gelo di mellone (l’anguria), il gelo di limone e il gelo di fragole. Tutti condividono la stessa tecnica di base: un liquido aromatizzato, addensato con amido, versato in uno stampo e lasciato rassodare in frigorifero per diverse ore, spesso da una sera all’altra.
La versione al cioccolato segue lo stesso principio, sostituendo il liquido aromatico con un mix di cacao amaro, zucchero e un pizzico di cannella, una spezia che in Sicilia accompagna tradizionalmente molti dolci a base di cioccolato e che richiama l’influenza della cucina arabo-normanna sull’isola.
Gli ingredienti per il gelo al cioccolato (per circa 9 porzioni)
- 100 g di cacao amaro in polvere
- 160 g di amido di mais
- 200 g di zucchero
- 2 g di cannella in polvere
- 1 litro di acqua fredda
- Granella di pistacchi per decorare
Come si prepara: il procedimento passo passo
In una pentola si versano amido di mais, cacao amaro, zucchero e cannella, mescolando con una frusta per uniformare le polveri. Si aggiunge l’acqua fredda poco alla volta, continuando a mescolare per evitare la formazione di grumi, fino a ottenere un composto liquido e omogeneo.
La pentola va quindi posta sul fuoco a fiamma dolce. Mescolando in continuazione con una frusta o un cucchiaio di legno, in circa 10-15 minuti il composto si trasforma in una crema liscia e gelatinosa.
A questo punto si versa il composto ancora caldo in uno stampo da plumcake da 22-24 cm, precedentemente bagnato con acqua: questo passaggio è fondamentale, perché facilita lo sformare il dolce una volta freddo. In alternativa allo stampo grande, si possono usare delle monoporzioni.
Una volta raffreddato a temperatura ambiente, il dolce va coperto con pellicola alimentare e riposto in frigorifero per almeno 8 ore, idealmente una notte intera. Al momento di servire, basta passare un coltello bagnato lungo i bordi dello stampo e capovolgere su un piatto da portata. Si decora con granella di pistacchi e si taglia a fette.
Varianti e idee per personalizzarlo
Chi ama i contrasti di gusto può arricchire il composto con un pizzico di peperoncino, una nota di caffè o un cucchiaio di liquore come rum o brandy. Per servirlo, oltre alla classica granella di pistacchi, si può aggiungere una spolverata di cacao, scaglie di cioccolato fondente, frutta fresca come fragole o lamponi, oppure una pallina di gelato alla vaniglia, perfetta per bilanciare l’intensità del cioccolato.
Conservazione
Il gelo al cioccolato si conserva in frigorifero, ben coperto, per 3-4 giorni. Con il passare del tempo il sapore del cioccolato si intensifica ulteriormente, rendendolo ancora più goloso il giorno dopo la preparazione.
