L’omaggio alla cantante palermitana.

La Commissione toponomastica del Comune di Palermo ha disposto che venga apposta una targa in marmo in memoria di Giuni Russo nelle immediate vicinanze del Palchetto della Musica di Piazza Castelnuovo, nel centro del capoluogo. Proprio in questo luogo la cantante si esibì giovanissima agli esordi della carriera. La decisione arriva a circa un mese di distanza dall’invio di una lettera, da parte dell’assessore regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana Alberto Samonà, all’assessore comunale alle culture. «Una decisione – ha commentato Samonà – che finalmente rende giustizia a questa grande artista palermitana, a cui per troppo tempo Palermo ha voltato le spalle».

Una targa per Giuni Russo al Palchetto della Musica

Giuni Russo, al secolo Giuseppa Romeo, è nata a Palermo ed è stata una cantautrice, un’artista di ricerca sperimentale e d’avanguardia. Ha saputo destreggiarsi tra stili e generi diversi, grazie alla sua abilità nel cambio di registro. Dotata di un’estensione vocale che copriva quasi 3 ottave, riusciva ad imitare il verso dei gabbiani, come ad esempio nel brano “Un’estate al mare” o in “Gabbiano”, riuscendo a raggiungere un do♯7 e un si♯7 ne “Il sole di Austerlitz (esempi del cosiddetto “registro di fischio” eseguito col meccanismo laringeo M3, ben padroneggiato solo da pochi cantanti). Nella sua carriera ha inciso brani in italiano, siciliano, napoletano, inglese, francese, giapponese, spagnolo, arabo, farsi, greco e latino.

Da molto tempo si chiede di rendere omaggio alla memoria della cantante palermitana. La richiesta di intitolare il Palchetto della Musica a Giuni Russo, infatti, era stata avanzata già diversi anni fa da Maria Antonietta Sisini, Presidente dell’Associazione GiuniRussoArte e sua compagna artistica e di vita. «Finalmente, adesso, il Palchetto della Musica sarà legato indissolubilmente al nome di questa nostra straordinaria cantautrice che, con la sua arte, ha fatto vibrare le corde dell’anima di tantissime persone», ha concluso l’assessore Samonà. Foto: federico novaro – (CC BY-NC-SA 2.0).

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