Gli stivali che “forse” salvarono una vita. Questa è una storia vera che ha avuto luogo in un paese siciliano nel 1943 quando gli alleati americani sbarcarono in Sicilia. In un periodo in cui scarseggiava tutto, e le razioni di pane e pasta venivano date con la tessera annonaria, il mercato nero si arricchiva sfruttando il bisogno soprattutto degli sfollati che avevano abbandonato le città a causa dei continui bombardamenti. Argenteria, gioielli, quadri, provenienti dalle case della borghesia cittadina, venivano barattati in cambio di generi alimentari. Il protagonista della storia è un ragazzino di soli 11 anni che poco prima dell’ingresso degli americani nel paese visse un’esperienza di cui ha conservato il ricordo. Racconta –  mi trovavo ad osservare da un angolo della strada principale le ultime retroguardie tedesche che velocemente attraversavano il paese ritirandosi verso il nord, e quando tutto sembrava finito, all’improvviso dalla strada ormai deserta vidi arrivare un sidecar con un soldato tedesco alla guida, che si fermò proprio davanti a me facendomi capire a gesti che aveva bisogno di carburante.  In un primo momento gli feci intendere che non potevo aiutarlo ma poi ricordai che nella zona della Villa Comunale c’era un commerciante che vendeva in “nero”  petrolio per lumi e carburante. Fu così che con un balzo montai sul sidecar ed accompagnai il tedesco a cercare il negozio. Quando lo trovammo, superata una certa reticenza iniziale del proprietario, cominciò una complicata trattativa, in quanto lui non capiva il tedesco , ed il tedesco non capiva l’italiano, fu grazie al mio intervento tra gesti e traduzioni dall’italiano al siciliano,  che riuscii a capire e spiegare al commerciante che il soldato non aveva sufficiente denaro per pagare il carburante. Quando l’affare stava per andare in fumo, il proprietario avendo adocchiato gli stivali di cuoio nuovi di zecca del tedesco, all’ultimo momento con un sorriso beffardo disse: “ si mi duna i stivali ci dugnu ‘u pitroliu chi addumanna” ( se mi dà gli stivali gli do il petrolio che mi chiede).  Spiegai a gesti al tedesco la strana richiesta e di lì a poco il soldato ripartì sul suo sidecar con il pieno di carburante ed i piedi nudi! Lo seguii con lo sguardo mentre si allontanava quando all’improvviso il soldato si fermò e frugando nel bauletto tirò fuori un grosso gomitolo di cotone e me lo regalò, quindi ripartì a gran velocità. – Oggi quel ragazzo ormai uomo anziano si domanda: Che fine avrà fatto il tedesco? Si sarà salvato? Resta comunque il fatto che per lui quello fu l’inizio di una brillante attività commerciale che lo portò a conquistare un inaspettato seppur temporaneo benessere, vendendo per oltre due mesi alle massaie del paese cotone a metro, condividendo la sua fortuna con gli amici tra gelati e cinema.