02Cercare di conservare e promuovere quello che resta della parte visibile e quindi concreta, di edifici, ruderi ed ambienti che costituiscono testimoni di un nucleo in commisurabile della nostra storia, mi ha portato ad un’attenta ricerca sul funzionamento e posizionamento dei MULINI AD ACQUA CON RUOTA ORRIZZONTALE presenti nel comune di Ucria (ME).

03Possiamo domandarci, quindi, cosa vediamo dietro un rudere ad acqua, sperduto e perso in uno dei tanti piccoli corsi d’acqua dei territorio nebroideo. 
Certamente un lungo cammino, durato quasi mille anni, senza cambiamenti radicali nella tecnologia produttiva, ma soprattutto in quell’intralcio di rapporti umani e materiali che legava il barone, il signore latifondista, o il ricco proprietario da un lato, e dall’altro quel grande pullulare di vite costituite da villani, borghesi, notai, etc. In una parola, tutta la società attiva dell’epoca. 

04Nell’arco dei secoli passati, i fiumi, i torrenti e i piccoli corsi d’acqua, non hanno dato ricchezza alle genti solo tramite l’acqua per l’irrigazione: l’acqua stessa era diventata forza motrice per far funzionare i primi rudimentali insediamenti industriali, quelli dei mulini; una struttura industriale primaria che era stata al centro della vita quotidiana della nostra comunità. 

05I mulini ad acqua erano numerosi nel territorio ucriese. Essi erano siti lungo i torrenti Naso e Praculla, nelle località S. Giovanni, Praculla, Nasida, Carrubbera, Gualtieri.

I mulini versano in uno stato di totale abbandono, e ormai quasi tutti nascosti dalla vegetazione. 

06Uno dei mulini che, rispetto agli altri, è in decenti condizioni, è il mulino di San Giovanni, che si trova nella medesima località.
Si arriva al mulino di San Giovanni tramite due strade; una è una strada sterrata interna tra i terrazzamenti, l’altro accesso è attraverso la S.S. 136. Il mulino ha una posizione di estrema importanza, in quanto in corrispondenza di esso, vi è una passerella che consente l’attraversamento del torrente di Naso.

07Adiacente al mulino vi è una struttura sicuramente utilizzata come magazzino e sala del mugnaio, disposta su tre piani. Appena entrati si nota soltanto la violenza alla quale è stato sottoposto nel correre degli anni e ancora oggi usata come stalla.

Nel cassu, anche se coperta da fanghiglia, si intravede la ruota idraulica, è ancora presente il suo asse. 

01All’interno, il mulino è facilmente accessibile e rilevabile, anche se la copertura e il solaio del piano superiore è crollato.  Nel portone d’ingresso, in pietra arenaria, una struttura ad arco con concio di chiave, ove vi è scolpito il blasone della famiglia nobiliare e la data di costruzione, 1833.
La macina cosiddetta sottana, la parte fissa, è posta ancora nelle sue posizione originaria, cioè in una parte della stanza di macinazione.
Oltre all’ingresso alla sala di macinazione, vi sono altre quattro aperture: una è l’ingresso ad un’altra stanza, le altre aperture consentivano l’ingresso della luce, ossia le finestre.

08Il mulino era su due piani ma sia il solaio che il tetto sono crollati. Il tetto poggiava direttamente sulla muratura agli estremi. 
Anche se necessitano di urgenti interventi di recupero e restauro sia del mulino che del magazzino, la loro importanza culturale, ha portato la Soprintendenza ha porre sotto un vincolo di tutela l’intero complesso di edifici.

Mi permetto di proporre il riuso di alcune di questa struttura produttiva industriale con la creazione di itinerari culturali che ripercorrano le “trazzere” o strade su un carretto siciliano e che comprenda bagli, masserie, case padronali.

09Non sono cose impossibili da realizzare, bisogna che ci sia una sinergia di forze quali quelle del Comune, della Provincia e della Regione e soprattutto degli imprenditori che vogliono far rivivere queste strutture.
      
La tutela del patrimonio storico culturale non si attua solamente attraverso intervento di tutela vera e propria, ma anche con il contributo storico divulgativo, con lo scopo di riscoprire e valorizzare un interessante patrimonio storico culturale che rischia di scomparire definitivamente, trasformandosi in semplice leggenda.