Nuova stangata in arrivo per i fumatori. Come riporta "Il Giornale", la manovra correttiva del governo prevede che le accise sui tabacchi siano fissate in modo da assicurare un gettito annuo non inferiore a 83 milioni di euro per il 2017 e a 125 milioni dal 2018. Entro 30 giorni dovrà esserci il via libera del ministro dell'Economia, su proposta del direttore dell'agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Gli intendimenti dell'ente guidato da Giuseppe Peleggi sarebbero tali da penalizzare soprattutto gli utenti dei prodotti di fascia bassa, creando distorsioni in un mercato già sofferente per l'eccesso di tassazione. Il settore del tabacco nel 2016 ha contribuito per 10,8 miliardi esclusa Iva alle entrate dello Stato.

In particolare, ci sono tre leve che in base all'ultima delega fiscale possono essere utilizzate per modificare il prelievo su sigari, sigarette e tabacco trinciato. La prima è l'incidenza complessiva dell'aliquota (ora fissata al 58,7% ma elevabile fino al 59,2%). La seconda è l'incidenza specifica dell'aliquota (10% ma può arrivare fino al 12,5%) e la terza è l'onere fiscale minimo (Ofm), pari a 170,54 euro per chilo di sigarette (può arrivare fino a 175 euro al chilo). L'intento dell'agenzia delle Dogane e dei Monopoli sarebbe ritoccare all'insù sia l'incidenza complessiva che l'Ofm portando quest'ultimo al massimo. Il rischio è che a essere colpiti in questo caso siano i consumatori di sigarette di fascia bassa che i piccoli produttori che operano al di sotto dell'Ofm. La mazzata sarebbe traducibile in un aumento di circa 4,5 euro al chilogrammo per questi prodotti.

Considerato che un chilo sono circa mille sigarette, si potrebbero avere aumenti anche superiori ai 20 centesimi al pacchetto. Una rimodulazione minima sia dell'incidenza che dell'Ofm graverebbe, invece, su tutti i prodotti e i produttori determinando un incremento generalizzato di 10 centesimi per tutti i pacchetti di sigarette risultando più omogenea. E determinando un maggior gettito di 120 milioni come previsto dal decreto.